Storia di A. : una nuova occasione per il LAVORO IDEALE?

Ancora A. Di nuovo lei. Ancora un episodio della sua storia professionale.

Di quella volta che, dopo essersi lasciata alle spalle un impiego che il tempo aveva reso dapprima fantastico (Ep. 1), e poi invece indigesto tanto da decidere di lasciarlo (Ep. 2), affronta con successo e merito una nuova selezione. Coglie così una nuova opportunità, che sembra da subito il LAVORO IDEALE. Ma c’è ancora un “MA”…

§ Alzati con determinazione, vai a letto con soddisfazione.
(Anonimo)


Episodio 3: Una nuova opportunità professionale. Sembra “ideale”, ma lo è?

Io e A. ci siamo sentite più volte in quei giorni.

E in ogni occasione l’ho solleticata sulla scelta fatta, ovvero quella di licenziarsi volontariamente e senza un’alternativa immediata. Avevo ben compreso le sue argomentazioni, ma è sempre un momento di rottura improvvisa, e determina delle conseguenze. Era preparata?

Lo era. Altrettante volte lei mi ha risposto con serena certezza che una tale decisione faceva propendere la sua personale bilancia costi-benefici assolutamente a favore dei benefici.

Rimettersi in discussione, e rimettere in discussione l’identikit del suo “luogo di lavoro ideale”; rifocalizzare il fine utilitaristico delle sue capacità e l’intensità con cui vivere l’impegno del lavoro; ricavare del tempo per investire su se stessa; prendersi del tempo per ridefinire equilibri e una strategia senza vincoli o patemi, … tutto ciò le dava chiarezza di stare facendo il giusto percorso.


Detto ciò…

… è altrettanto chiaro che di lì a poco A. sarebbe rimasta senza un impiego. E lei non ha intenzione, né può permettersi, di restare inattiva troppo a lungo. Insieme definiamo un planning di azioni/obiettivi, ma si sa, non è che le occasioni di lavoro cadano dagli alberi. E la stessa sponsorizzazione del suo Cv necessita di un po’ di tempo per maturare degli effetti. Insomma, nell’immediato non ho nulla da proporle. Non in linea con il suo profilo, almeno.
E c’è tra poco è Agosto… è tutto più difficile.

Passa circa un paio di mesi quando riesco a ri-coinvolgerla in un’ipotesi di lavoro che realmente può valorizzare il suo percorso professionale.

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La nuova ipotesi

In effetti mi si presenta l’opportunità di collaborare – come selezionatore – con un’azienda del territorio che, giunge voce, sia in espansione. E’ ancora una società di servizi, una PMI che per me costituirebbe un “nuovo cliente”, dato che pur corteggiandola da qualche tempo, fino ad ora non ho mai avuto occasione di servire.
Ma stavolta è la stessa titolare che si fa avanti. È una svolta! Penso.


L’azienda e il profilo

La incontro e ho subito un’impressione bivalente. Sia lei sia l’ambiente aziendale appaiono curati e molto rappresentativi. E poi lei è persona a modo, non c’è che dire. Si capisce che conosce bene la sua realtà, e anche che nutre solide ambizioni. Tuttavia è un po’ chiusa e ingessata; e davvero molto reverenziale nei confronti del padre, co-titolare e fondatore dell’azienda. Quest’ultimo però ne sta lasciando le redini ai figli, e non sarà mai coinvolto nella selezione (me lo presenta, ma lui si trattiene giusto pochi minuti).

Per farla breve, qual è l’obiettivo del progetto di ricerca? Ebbene, è strutturare un ufficio commerciale che sviluppi le vendite, laddove un tale ufficio non esiste. Fino ad oggi, in effetti, è la stessa titolare ad aver curato ogni attività commerciale e di PR in azienda (mi chiedo come, dato questo suo carattere scontroso…).
L’azienda svolge consulenza alle imprese in materia […], e il bacino dei clienti attivi tocca già un’ampia area del territorio nazionale. È un’entità riconosciuta. Però dato il passaggio di consegne in corso tra padre e figli, e il potenziale del settore molto vasto (sono tanti i temi proponibili in consulenza […]), i tempi sono maturi per inserire delle figure di account dedicate.
Io mi occuperei delle azioni di selezione, mentre un altro consulente (organizzativo) seguirebbe il planning dell’operazione. Forse me lo presenterà; ad ogni modo lei sarà la mia referente.

Il profilo da ricercare è, dunque, quello di un sales account che provenga dal marketing o vendita di servizi (non necessariamente in ambito […]), e che possieda uno stile di approccio consulenziale, rassicurante e non aggressivo. Nel ruolo dovrà procacciare e proporre i servizi di consulenza, e organizzare eventi informativi, agganciando e fidelizzando i clienti con le novità […] in materia.

Ne valutiamo più di uno, mi dice, a testimoniare l’ambizione di crescere.


Lo scenario

Sembra tutto molto convincente.

E anche documentandomi sull’azienda traggo la conclusione che non è solo apparenza.
È un’impresa storica, con una posizione di rilievo sul suo mercato di riferimento e una buona considerazione da parte dei soggetti con cui è professionalmente in contatto.
Inoltre tra i propri clienti annovera aziende di grande rilievo .
E infine il fondatore (il padre dell’attuale titolare, conosciuto in prima visita) gode di un’ottima reputazione sia personale sia professionale, oltre ad aver innovato il settore in maniera significativa, aver seguito molti progetti importanti e patrocinato eventi di rilievo.

Anche nei numeri l’azienda è in espansione. Fatturato e dipendenti. La titolare me lo aveva detto, vi trovo riscontro anche sul loro sito web.
C’è una pagina con l’organigramma e tutto il gruppo di lavoro, diviso per ruoli (giuridico-legale, amministrativo, tecnico; manca il commerciale – Ovviamente! Ma ora lo inseriamo no? Penso tra me e me). Vedo molte foto di gruppo, o in situazioni di lavoro. E poi ci sono immagini dei singoli componenti dello staff e per ciascuno una frase ad effetto. La titolare mi spiegherà poi che ha invitato ognuno a individuare un suo motto: mi sembra una cosa molto interessante dar voce allo staff in una pagina web istituzionale. E poi per ciascuno, di ciascun dipartimento, c’è il recapito diretto: per renderli veri e identificabili, oltre che responsabili.
In tutto ciò, vedo visi sereni, giovani, professionali.

Insomma…

Tra quanto mi viene esposto, quanto traccio attraverso informazioni raccolte in giro e referenze, e quanto verifico in occasione dei primi colloqui (sì, perché nel frattempo inizio anche a collaborarci, con quest’azienda, e a segnalare le prime candidature: fissiamo i primi appuntamenti), il progetto di selezione e assunzione è prospettato in maniera ponderata e meticolosa.

La proposta è da impiegato dipendente, e per una persona brillante e dal piglio commerciale ma consulenziale, può essere davvero un’opportunità.

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Storia di A. Di nuovo…

Non ho dubbi e penso anche a A. Ritengo, tra me e me, che la sua esperienza trasversale nella consulenza possa essere in linea con la ricerca di questo mio nuovo cliente. Sono certa che l’attività progettuale condotta da lei per anni, le abbia consentito di sviluppare le giuste skills, hard e soft.

La chiamo per illustrarle il nuovo scenario di lavoro. Non mi risponde. Né mi richiama, per qualche giorno. Si scusa quando infine riesce a ricontattarmi. Mi dice che ha iniziato una nuova collaborazione da poco (qualche settimana), e complice l’Agosto di mezzo non è riuscita a farmelo sapere prima.

Le spiego il motivo per il quale la contatto. Ovvero che ho un’opportunità professionale per lei. E, senza entrare ancora nel dettaglio, le chiedo se è comunque aperta a valutare opzioni, in funzione di come si sta trovando nel nuovo incarico, della stabilità che ha e del percorso di inserimento che sta seguendo.

Rifiuta lì per lì di approfondire. Mi chiede un po’ di tempo: è giusto all’inizio e seppur con qualche criticità, vuole dare fiducia alla novità. A se stessa, dopo l’ultima delusione, e al suo nuovo datore di lavoro, che conosce ancora poco.

Mi dà appuntamento al mese successivo.


Quale sorpresa!

Puntualissima, un mese dopo A. mi richiama. È più propensa a parlare e riprendiamo da dove ci siamo lasciate.
Le chiedo di spiegarmi del suo nuovo lavoro, per capire l’affinità con quella che dovrebbe essere la mia proposta (che nel frattempo ho ancora aperta).

E beh, pensate un po’?! A. sta lavorando … dove? Proprio dal mio “nuovo cliente”, e per l’esatto ruolo su cui sto effettuando la ricerca! Quello stesso ruolo che io avevo pensato per lei...

Lì per lì ho qualche riserva nel dirle che si tratta della stessa azienda, sia per la riservatezza che caratterizza il mio modus operandi, sia e soprattutto perché A. mi dice subito che sta riscontrando qualche problema.

“Magari ne parliamo di persona”, penso, e le chiedo se le va che ci incontriamo così mi racconta e possiamo aggiornarci in maniera puntuale.

D’altro canto è ovvio che non potrò presentare la candidatura di A.! Ma in questo momento ciò che più mi preme è di avere la sua testimonianza, un occhio dall’interno

Per lei, che sta provando a ricominciare e tuttavia dice di aver incontrato da subito dei problemi.  Il fatto stesso che mi abbia ricontattato puntuale come un orologio svizzero, è prova che non è tutto risolto; ma va compreso di che problemi si tratta, e se sono superabili

E per il mio lavoro. Devo capire in cosa sto investendo il mio tempo come professionista, e se sto davvero proponendo al mercato dei candidati una valida opportunità. Infatti al di là della considerazione che il mio principale competitor in questa selezione è l’azienda-cliente stessa (!) (ma decido di accollarmi il rischio), comunque sia i colloqui stanno andando avanti da tempononostante la nuova assunzione di A. e senza esiti utili. Perché? Voglio capire.

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L’incontro

Passano ancora delle settimane, prima che io e A. possiamo incontrarci, perché non riusciamo a combinare facilmente gli orari.
Quando ci vediamo, un pomeriggio tardi, sono oramai 4 mesi che lavora dal “mio cliente” (si fa per dire…).

E stavolta con lei sono trasparente. Glielo dico subito che se l’avevo cercata era per proporle l’esatta posizione che sta ricoprendo ora, perché il suo datore di lavoro mi ha coinvolto in una ricerca multipla, in vista di un progetto di espansione commerciale, ed è ovvio che se da un lato ero obbligata alla privacy, dall’altra non voglio lasciarla sulle spine. 
Al momento sto ancora lavorando sulla costruzione di altre opportunità d’impiego, per lei. E non sono nemmeno al corrente se la ricerca che mi è stata commissionata (a occhio e croce poco dopo l’assunzione di A.) sia destinata a implementare (o a sostituire!) la sua figura

Ma volendo proseguire in un confronto costruttivo e sincero, a questo punto la priorità è cosa pensa A.  Di fatto non lo so ancora. Ma se sta lavorando e desidera comunque valutare un’opzione alternativa (peraltro rispetto a una condizione, l’attuale, per la quale io stessa l’avevo considerata idonea…), è fondamentale inquadrarne i motivi, e sapere come si sta trovando nella sua nuova veste professionale, e nella nuova realtà aziendale.

Con curiosità le chiedo di raccontare. E A. inizia così…

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No No, non è ancora finita!

A. deve ancora raccontare di come ha superato brillantemente e subito la selezione. Ma anche di come alcuni nodi siano venuti subito al pettine, fin dalle prime settimane di lavoro. Accorgendosi che in azienda “più di qualcosa” non va…

Seguimi al prossimo post! A. ci porterà in azienda con lei…


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Ti lasci alle spalle un lavoro che il tempo aveva reso dapprima fantastico, e poi invece indigesto. Guadagni una nuova opportunità, sembra quella ideale da subito, ma... A. racconta della sua nuova opportunità. To be continued...
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