Tanti lavori diversi e quel buco nel Cv… Fattori critici a Curriculum&Colloquio e 3 consigli per superarli

Ricordi l’articolo sul #Curriculum con tante esperienze lavorative e le sensazioni che può generare in chi lo riceve?

Alla base di quel post c’era l’osservazione di alcuni cambiamenti oggettivi sugli scenari del Lavoro, fatta attraverso mie personali considerazioni – frutto di un percorso e una presa di coscienza tutti miei. Da quando l’ho pubblicato è passato un po’, ma il tema ha continuato a suscitare interesse anche dietro le quinte e a distanza di tempo, stimolando confronti e revisioni.

 

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C’è stato chi (Recruiter, ma anche Aziende) in quella mia riflessione ci si è riconosciuto 😮.


Per la verità con loro il confronto è andato oltre, molto oltre. Fino a riconoscere che una delle maggiori sfide delle Risorse Umane nell’era del 4.0, è proprio quella di saper valorizzare il “potenziale trasversale” contenuto in un Curriculum con tante esperienze lavorative.

Oggi più che mai all’HR si richiede grande senso di responsabilità, e rispetto verso chi si cela dietro a quel Cv.

Poi c’è stato chi mi ha puntualizzato che non potevo che pensarla così, avendo anch’io cambiato lavoro negli ultimi anni; quasi a dovermi creare un alibi 😑. E infine qualcuno ha sentito la necessità di sottolineare quanto fossero ovvie le mie conclusioni. Perché (sintetizzando): “chi oggi guarda ancora alle tante esperienze lavorative come a un punto a sfavore del Candidato, è del tutto fuori dal mercato e dal tempo” 😶.


multidisciplinarietà
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Ecco. Oggi voglio partire proprio da qui:

  • Un parere che nasce da un’esperienza concreta e personale, è davvero così “ovvio”?
  • E siamo poi così sicuri che sia sufficiente parlare di multidisciplinarietà e multitasking per garantire a chi ha un Cv con tante esperienze lavorative, di essere facilmente accettato dall’attuale mondo del lavoro?
Ahinoi, purtroppo no!

Di capacità di adattamento e di trasversalità si discute molto. Ma è quando ti metti alla ricerca del lavoro, che ti accorgi che tra il dire e il fare… E infatti molti sono stati i Candidati/Lavoratori che mi hanno segnalato che “lì fuori” un Cv con tante esperienze lavorative (variegato o frammentato) è tuttora oggetto di filtri e pregiudizi. Prevalentemente di una “mancata specializzazione” o d’ “inaffidabilità.

Detto ciò, come possiamo muoverci in un mercato del lavoro così complesso e burrascoso, a volte perfino incoerente?

Quali armi affilare, per muoversi tra le multiple esperienze (o i periodi di inattività) senza subire l’impatto di quei pregiudizi?

Ecco cosa puoi fare.


Step 1 – Metti ordine tra le tue esperienze, dando loro la giusta rilevanza. Fin da quando imposti il tuo Curriculum.

Prova a organizzare le tue esperienze multiple in maniera funzionale a ciò che ritieni sia rilevante “proprio per quel tuo obiettivo”. Seleziona le esperienze che hanno segnato “proprio quella professionalità” che vuoi far percepire. E scegli una forma di comunicazione che le valorizzi.


Obiettivo: Cv snello, facile da leggere e che attragga l’attenzione sulle informazioni per te davvero importanti.


Parti dal presupposto che il Curriculum è un’autocertificazione.
È vero che hai la responsabilità delle cose che dici; ma riorganizzare i dati per rendere il tutto più interessante, oppure ometterne uno che non ritieni affine al lavoro per il quale ti proponi, non fa di te un bugiardo. E se hai tante esperienze lavorative diverse, è buona regola mettervi ordine.
Evita dunque quegli elenchi infiniti, pagine e pagine di date-nomi-mansioni, magari anche poco attinenti tra loro, oppure alla candidatura, oppure al tuo profilo prevalente.

Cosa vuoi far arrivare di te? Puoi togliere; o raggruppare i lavori che hai svolto; o entrambe le cose. Quale che sia la scelta che opererai, fai che sia logica, che sottolinei le tue aree di forza e che dia una certa continuità al tuo percorso.


Step 2 – Parola d’ordine: onestà!

Togli qualcosa? Ricorda che crei un buco. Quindi…

Evita che la scopertura-inattività che ne risulta sia troppo lunga, tale da far sorgere dubbi sulle tue capacità.
E usa con furbizia tutti i campi del Curriculum. “Studi e formazione”, “Altre esperienze” (in cui inserire anche i lavori saltuari), “Attività/interessi extra-lavorativi”, le esperienze di volontariato, … Oppure ancora un riepilogo introduttivo al Cv – subito dopo i dati personali (così come la lettera di presentazione, non lo dimenticare!) – sono aree perfette per spiegare i passaggi più significativi del tuo percorso e il progetto professionale futuro, e per colmare eventuali lacune

Raggruppi le esperienze? Puoi provare a usare un criterio temporale, oppure per competenze.

Nel primo caso l’obiettivo è usare poche date (soprattutto se sei stato costretto a tanti contratti, e brevi).

Crea dei macro-periodi lavorativi, che corrispondono bene o male anche a parentesi della tua vita (come ad es. i lavori fatti mentre studiavi, il periodo dell’apprendistato, quello del tuo trasferimento, oppure quello che è venuto dopo la chiusura dell’azienda per la quale hai lavorato una vita – spesso i problemi iniziano lì… 😐) e usali come dei contenitori al cui interno inserire tutti i lavori che hai svolto proprio in quel lasso di tempo. Parti dalle mansioni, poi elenca le aziende e infine (ma attento che questa è la parte più importante, quella che deve restare impressa!) le abilità che hai sviluppato per ciascun dato ruolo.

Esempio 1

2000-2017, saldatore a filo e manutentore meccanico. Per le aziende W,X,Y,Z. Saldatura manuale e con robot, uso delle metodologie , spessori . Controllo periodico dei macchinari di saldatura, lubrificazione e sostituzione parti usurate. Manutenzione dei macchinari di …, programmata e straordinaria, con diagnosi a bordo macchina e pronto intervento. Sostituzione filtri, ingranaggi, valvole e cavi di alimentazione a bassa e media intensità. ….


Il criterio per competenze, invece, potrebbe essere la scelta più adatta se ti proponi per una mansione che conosci perché l’hai fatta, e più volte anche, ma magari per brevi periodi e alternandola spesso ad altre attività. Raggruppare le competenze aiuta a non disperderle.

Esempio 2

Area Saldatura
Dal 2000-2002 e 2008-2010 e 2015-2017, Saldatore a filo.
Per le aziende W,X.
Saldatura manuale e con robot

Area Manutenzione.
Dal 2003-2006 e 2011-2014, Manutentore meccanico.
Per le aziende Y,Z.
Manutenzione dei macchinari di …, programmata e straordinaria


Quale che sia la formula migliore per te, ricorda di “selezionare” le parole e far in modo che chi legge trovi facilmente le informazioni importanti. La forma aiuta, ricordi?


Usa sapientemente [riquadri], TITOLI&MAIUSCOLE,  spazi , sottolineature, grassetti, …


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Uso delle date&grado di approfondimento

Approposito delle date, usa genericamente l’anno, non il mese o il giorno (…). Così l’eventuale buco risulta meno evidente, o viene addirittura azzerato ed è QUASI MAI rilevante se alla fine sei stato inattivo solo per pochi mesi.

Se la parola d’ordine è sintesi tra le tante esperienze lavorative, nel resoconto di quello che hai imparato a fare, lì sì, spendi qualche parola in più. Dettaglia come se stessi parlando a chi NON CONOSCE PER NULLA LA TUA MANSIONE, ma usa termini specifici come se, invece, ne parlassi con una persona COMPETENTE e del settore. Non dare per scontato e sarai preso più sul serio.

Riguarda gli esempi: “quello che hai fatto” deve pesare più del “periodo di tempo in cui l’hai fatto”; i cambi si notano sì e no; e il buco (perché c’è, l’hai trovato?) è percepibile solo all’occhio iper-attento 😉.

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Step 3 – E poi viene il Colloquio: preparazione e consapevolezza. E ancora, onestà!

Evitare il pregiudizio alla lettura del Cv è il primo passo.
Ma poi viene il Colloquio di approfondimento o selezione, ed è chiaro che il Recruiter potrebbe fartela lì, quella domanda spinosa: “ma perché hai cambiato tanti impieghi?”. Oppure “ma perché qui non lavoravi?”.
E a quel punto devi sapere cosa vuoi dire, senza mentire né cercando capri espiatori, ma nemmeno senza subire o sentendoti umiliato.

Come reagire alla domanda diretta? Innanzitutto NON negare, ma ammetti che in quel dato periodo in effetti “non hai potuto lavorare con continuità. Tuttavia…”. Oppure “non hai lavorato ufficialmente. Tuttavia…

… ciò che viene dopo, è Questione di comunicazione!
  • Non fermarti 😎! Dal Tuttavia… prosegui la tua spiegazione verso ciò che HAI EFFETTIVAMENTE FATTO: le mansioni ricoperte e ciò che hai COMUNQUE IMPARATO, o su QUELLA capacità o QUEL Talento che hai potuto affinare. Non soffermarti su date e nomi di aziende, ma riempi il tuo tempo con esempi di situazioni affrontate, strumenti usati, progetti a cui hai partecipato, … Usa frasi come “ho constatato di essere molto abile a …” oppure “ho raggiunto una buona autonomia in…”.
  • Se non ti viene richiesto, NON “sottolineare uno ad uno” TUTTI i passaggi da un lavoro all’altro, scandendo date&nomi 😳! Tenendo ben presente la tua professionalità, soffermati su UNA SOLA di quelle esperienze temporanee: quella che ritieni più significativa per il tuo profilo, o che è più in linea con la selezione in corso.
    Ad ogni modo una di quelle in cui hai più cose da raccontare!
    Usala come se fosse esemplificativa per tutte e entra nel dettaglio solo di quelle attività: “Ad esempio nel periodo … come ha notato, ho lavorato come … presso …”. Spostandoti verso gli aspetti positivi e più specifici di quell’esperienza (anche se temporanea, anche se è terminata), riuscirai a trasmettere valore. E più tempo trascorrerai a parlare di ciò che hai fatto, meno nell’occhio darà ciò che NON hai fatto.

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e Se il Recruiter SI FOCALIZZASSE INSISTENTEMENTE SUI TUOI CAMBIAMENTI? niente panico!

Ti sarai comunque preparato in anticipo a MOTIVARE la fine delle tue collaborazioni.
Non devi giustificarti né polemizzare, ma trasmettere nella maniera più oggettiva e sintetica possibile, che questa o quell’esperienza NON POTEVA proseguire. Che, in ogni caso ma con assoluta serenità, NON c’era alternativa.

  • Un lavoro per natura temporaneo-stagionale o una crisi aziendale difficilmente ti saranno contestati. Ed anzi hai l’occasione di confermare che hai colto l’opportunità (seppur breve o in un’azienda in difficoltà) e ti sei dato da fare.
  • Una problematica personale, invece, spaventa sempre perché si pensa possa influire sulla buona organizzazione aziendale. E’ importante trasmettere il forte senso di responsabilità con cui hai affrontato quel difficile momento, e che è acqua passata.
  • Se infine quel lavoro è terminato perché “non ti piaceva/riusciva”, è chiaro che della sua fine sei in parte responsabile. La cosa migliore è ancora onestà, ragionamento, equilibrio, oggettività: non ti valorizzava, non ti permetteva di crescere professionalmente, non era in linea con le tue competenze e dunque non potevi rendere al massimo delle tue possibilità.
E se devi affrontare “tasti dolenti” o descrivere problemi insorti?

Onestà, certo; ma senza troppi dettagli 😅.
E cerca la sponda del Recruiter usando frasi del tipo “Come avrà potuto immaginare alla fine è accaduto che…”, oppure “Avrà intuito che alla fine…”.
L’importante è che anche il peggiore dei problemi diventi piccolo, piccolo di fronte a quello che hai imparato.

soluzioni a un Cv variegato o a un buco temporale?
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Ma…

Se sei alla ricerca di lavoro, un buco temporale o tante esperienze lavorative diverse, non costituiscono fattori critici solo per per chi ti seleziona.
Ma per te prima di tutto.

È necessario dunque fare un passo indietro.
Per riuscire in tutto ciò che hai appena letto, devi aver affrontato il fattore critico più difficile da scardinare: quello UMANO!

Seguimi al prossimo post e troverai degli spunti su come fare!

E tu, Cosa ne pensi? Lascia un tuo commento o scrivimi nel caso voglia discuterne privatamente.

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Tanti lavori diversi e quel buco nel Cv... - Fattori critici a Curriculum&Colloquio e 3 consigli per superarli
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Tanti lavori diversi e quel buco temporale nel Cv... Come spiegare e superare quei #fattori #critici, un tempo (ma ancora oggi, nonostante il richiamo a soft skills, flessibilità e spirito di adattamento!) motivo di pregiudizio su capacità e affidabilità del Candidato? Ecco 3 consigli pratici per costruire un Cv&Colloquio efficace!
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