Il Progetto professionale: 4 fasi per costruire il tuo futuro

Ovvero come costruire il proprio piano d’azione per raggiungere “il lavoro immaginato”.

Iniziamo a chiarire di cosa parliamo. Un progetto professionale è una visione, una decisione, un piano d’azione, un programma di attività. È il tuo manifesto verso il tuo futuro.

Che tu sia alle prime esperienze di lavoro, alla ricerca della tua strada, … Oppure che tu abbia già una carriera avviata ma stai riflettendo che è ora di cambiare qualcosa, … se stai cercando di schiarirti le idee su cosa potresti (e vorresti!) fare da grande stai vivendo uno dei momenti più delicati della tua vita lavorativa!

§ Il meglio che possiamo fare è cogliere le opportunità, calcolare i rischi connessi, stimare la nostra abilità di gestirli, e fare i nostri progetti con fiducia

Henry Ford

Stai sperimentando che a ogni strategia segue un’azione, alla quale corrisponde una reazione.

Stai toccando con mano che per ottenere un dato risultato è necessario pianificare le tue mosse, in funzione dell’obiettivo, degli strumenti che hai a disposizione e delle possibili opzioni. O diversamente agiresti a random.

Stai perfezionando quello che tecnicamente è chiamato un progetto professionale.

Come in altre situazioni dirette a raccogliere un risultato, anche quando si è alla ricerca del lavoro darsi degli scopi, rispettare dei passaggi di indagine e creare un progetto da perseguire diventa fondamentale. Sia perché solo con un’attenta pianificazione avrai scavato abbastanza a fondo in te stesso da saper riconoscere le tue capacità, aspirazioni e competenze, e ciò che davvero le valorizza. E così non rischierai di cadere nella trappola dell’insoddisfazione. Sia perché se non pianifichi, non riesci a focalizzare le azioni concrete che ti danno la direzione da prendere. E al contrario finiresti per improvvisare, sparando i tuoi colpi a caso. Un investimento di energie, impegno e tempo alla fine mal ripagati…

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Cenni di letteratura…

Dell’argomento ha scritto Jean-Pierre Boutinet, psicologo, professore e ricercatore francese, una delle personalità moderne che si sono più interessate allo studio dei comportamenti umani nella progettualità (di vita e di lavoro).

Nella sua letteratura (a partire dagli anni ’80), Boutinet analizza il metodo progettuale (nelle sue fasi, conclusioni e comportamenti patologici, anche). E riconosce nell’organizzazione di spazi e tempi d’azione il tratto distintivo del processo. Il tutto è finalizzato a una conclusione, a un obiettivo, e arrivarvi più o meno vicino restituisce una valutazione sulla bontà delle azioni pianificate.

Secondo Boutinet è attraverso il progetto che la persona concretizza i suoi pensieri e intenzioni e li comunica agli altri, rimettendosi al loro giudizio ma restando attore attivo, “progettista” del proprio programma.

E per quanto riguarda il progetto professionale-lavorativo, Boutinet conclude che esso si distingue per creatività (nulla a che vedere con la ripetitività o i condizionamenti del mestiere in sé) e per capacità anticipatoria dei comportamenti. E per il fatto che le decisioni e azioni progettate rispondono (più o meno consapevolmente) a una preoccupazione.

“Sapere cosa voglio” e “come intendo raggiungerlo” È UNA PREOCCUPAZIONE UMANA.

Se sai il francese 😇 puoi provare a leggerlo in versione originale!


I benefici di un progetto professionale

Un approccio progettuale al proprio lavoro, fatto di analisi e consapevolezza, aiuta non solo a ottimizzare gli sforzi, ma anche a rispondere ai cambiamenti che inevitabilmente ti coinvolgeranno. Il tempo che passa, gli scenari lavorativi che intorno a te cambiano (nuovi colleghi, nuovi brand, nuovi mercati, …), le scelte personali che fai e le novità che gli eventi portano con sé, la maturità che ti modella percezioni e priorità, le soddisfazioni e le frustrazioni che accumuli lavorando, … tutto incide su di te, all’esterno (il “tuo mondo del lavoro”) e all’interno (le tue aspirazioni).

Per questo la costruzione del tuo progetto professionale è un’attività incessante, in divenire, in continuo perfezionamento.


Il progetto professionale è quel mix di analisi e sintesi che all’inizio ti da il là per partire ma che poi, in corso d’opera, sostiene le tue scelte. È tanto causa quanto effetto delle tue decisioni.

Per fare chiarezza su cosa viene prima e cosa dopo 😅: il tuo progetto professionale è sì la traccia pre-organizzata su cui muoverai i tuoi passi nella ricerca del Lavoro Ideale. Ma non è un pre-requisito pre-confezionato e statico, quanto piuttosto un percorso. Che ha un principio, uno sviluppo e dei traguardi da raggiungere.

Storia di un progetto in divenire

Non ti allarmare se all’inizio (del tuo percorso di carriera, del tuo progetto, …) non sai bene come procedere. O dove andare. Per quanto puoi fare auto-analisi, è piuttosto improbabile che tutto ti sia “perfettamente chiaro, e da subito”. Soprattutto se stai scoprendo le tue abilità.

Col tempo, sarà poi l’esperienza a fare il resto. Non a caso quando si muovono i primi passi professionali, a farla da padrona è la curiosità, l’ambizione e un po’ di sana incoscienza. Poi, man mano che procedi nel lavoro, affronti opportunità DAVANTI A TE e soppesi le esperienze DIETRO DI TE, le tue aspirazioni le metterai a punto; e di conseguenza le azioni utili a centrarle.

E intanto incameri DATI, informazioni e aderenze, che diventano AZIONI, ⇒ che diventano ALTRI DATI e informazioni più precisi… che diventano ALTRE AZIONI – più efficaci…

È così, attraverso un’analisi continua, che il tuo progetto cresce, evolve, “restringe il campo” perché ti specializzi; perché affini i tuoi interessi e ti conosci via via di più; perché maturi le tue priorità.


§ Progetta il tuo futuro, ma con una matita

Jon BON JOVI


Costruisci il tuo Progetto professionale

Informazioni e relative azioni; indagine continua di te e indagine del contesto lavorativo in cui vuoi inserirti. Non ti ricorda nulla?
Ebbene sì: il bilancio delle competenze, di cui ti ho raccontato qualche tempo fa QUI, è lo strumento principe per la costruzione del tuo progetto professionale.

Bilanciare competenze e aspirazioni è come definire le ipotesi su cui elaborerai il tuo teorema “lavoro ideale/progetto professionale”. Dovrai poi tener conto delle variabili ed essere pronto, nell’eventualità, a rivedere quelle stesse ipotesi. 

Vuoi vederci più chiaro? Seguimi passo passo nel ragionamento e in men che non si dica ti troverai ad aver abbozzato il tuo progetto!


La prima cosa da fare è porsi le domande giuste. E cercare le relative risposte, soppesando le informazioni ottenute, con onestà verso se stessi e il contesto di lavoro dove vuoi inserirti.

Poi da lì devi essere pronto a prendere decisioni, a volte anche coraggiose. Dalla decisione alla tua “to do list” il passo è breve.
Personalmente mi piace adottare la metafora del VIAGGIO.


Costruire il tuo progetto professionale è un po’ come organizzare il tuo viaggio più importante


Progetto professionale: il diario di viaggio in 4 fasi

OBIETTIVO, ovvero la META del viaggio

  • Così come stabilisci la meta del tuo viaggio, così definisci cosa vuoi fare di lavoro, che caratteristiche avrà il tuo impiego e fino a dove vorrai arrivare.

Attraverso la ricerca di informazioni e un’analisi della realtà che ti circonda, potrai prima di tutto stabilire quali caratteristiche sono distintive del/i mestiere/i che ti interessa. Poi deciderai se quelle stesse caratteristiche rispondono anche alla tua idea di lavoro; oppure quali azioni devi fare (e sei disposto a fare) per acquisirle. E infine analizzerai se il contesto in cui vivi ti favorisce o ti è ostile.

Devi essere realista.
Se punti a un settore/ambito NON rappresentato sul tuo territorio, devi essere disponibile a valutare uno spostamento; oppure di cambiare mira. In entrambi i casi stai operando una decisione funzionale al tuo progetto professionale.

In definitiva stai rispondendo alle domande: “cosa vuoi fare?”; “a cosa punti?”; “qual è il tuo obiettivo?”.

TEMPI, ovvero QUANDO PARTIRE/ARRIVARE.

  • Così come stabilisci quando fare la tua vacanza, quando partire, così devi dare un timing per sviluppare e raccogliere i frutti del tuo progetto.

Tempi di partenza e arrivo del progetto (che non siano troppo lunghi o infiniti 😑😶), ti consentono di renderlo misurabile, e dunque concretizzabile. Diversamente potresti cadere nel circolo vizioso dell’inarrivabilità, che può essere demotivante 😱 (Sii anzi pronto a verificare se non sia opportuno modificare il tempo-obiettivo).

⇒ Ciò vale decisamente se sei alla ricerca attiva di un nuovo lavoro.

Fai una programmazione sistematica (quando? ogni quanto?) delle singole azioni di ricerca: l’invio del tuo Cv, il controllo degli annunci, il tuo marketing social, la partecipazione a eventi di selezione o di aggiornamento per il tuo settore, il completamento di quel corso di formazione che ti dà accesso a quella particolare abilitazione, …

⇒ Ma vale anche se il lavoro lo hai già ma stai valutando le tue opzioni, ad esempio una crescita professionale o di ruolo.

Entro quale data vuoi aver realizzato quello scatto, o conseguito quella promozione? Darti un timing ti consente di verificare se le azioni che hai deciso di compiere sono davvero efficaci, oppure se vanno perfezionate.

⇒ col focus sul tempo Stai rispondendo alle domande: “entro quando vuoi veder realizzato quel tuo progetto?”; “quali tempi mi do?”; “che organizzazione mi do?”.

TU, all’inizio del progetto, ovvero COSA METTI IN VALIGIA.

  • Come faresti prima di partire per il tuo viaggio, preparando cosa portare con te, analogamente per definire il tuo progetto, devi avere ben chiara la tua dotazione.
  1. Le tue esperienze vissute, lavorative e non, magari anche molteplici e in ambiti diversi. Costituiscono le tue RISORSE, e talvolta, i tuoi VINCOLI. Rispondono alle domande: “cosa sai fare?”; “cosa hai imparato a fare?”; “dove puoi andare?”; “sai adattarti?”; “a quali risorse materiali e personali (nei termini di situazioni già vissute, competenze e conoscenze di strumenti di lavoro) puoi attingere?”; “quali vincoli/limitazioni devi considerare?”.
  2. Aver acquisito capacità/abilità/nozioni tecniche grazie ai tuoi studi e all’esserti misurato sul campo. Rispondono principalmente (tra una miriade di altre possibili domande 😁) a: “cosa sai fare particolarmente bene?”; “dove puoi andare?”; “quali sono i tuoi punti di forza?”; “In cosa potresti migliorare?”.
  3. In linea la tua natura e personalità, scopri di avere delle significative abilità “trasversali”, o le hai allenate per renderle utili sul lavoro indipendentemente dal ruolo svolto. Sei organizzato e preciso? Oppure creativo e avvezzo ad affrontare problemi? Preferisci essere un battitore libero oppure lavorare in gruppo? Sei un buon comunicatore o hai talento nella negoziazione?SE NON RICORDI LA DIFFERENZA TRA ABILITA’ TECNICHE O HARD E TRASVERSALI O SOFT, FAI QUI UN VELOCE RIPASSO 😅!
  4. … e i tuoi sogni, desideri e valori professionali (di diventare…, di realizzazione, di indipendenza, di…), la tua motivazione (alle relazioni, alla responsabilità, a…) e le tue emozioni (TI RICORDI COME RENDERE UN LAVORO GRATIFICANTE?). Rispondono alle domande: “chi sei?”; “come sei?”; “cosa vuoi?”; “cosa ti spinge a impegnarti in quell’attività?.
Il Cosa mettere in valigia è probabilmente la fase più corposa, strategica e complessa della costruzione del tuo progetto. Perché al centro ci sei tu. Ed è quella che si affronta efficacemente col bilancio delle competenze, appunto.
Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com.

La COMITIVA, ovvero chi ti accompagnerà nel tuo viaggio.

  • Per il tuo viaggio con chi partiresti? Ugualmente il tuo progetto professionale deve includere persone e relazioni.

Possono essere persone che hai conosciuto in passato, magari colleghi in un precedente lavoro, oppure amici, i quali potranno referenziarti, o segnalarti, o aggiornarti sulle opportunità che ti interessano.

Ma anche persone che non conosci ancora ma che – a quanto emerge dalla tua ricerca – potrebbero avere una professionalità utile al tuo scopo: potrebbero insegnarti, accompagnarti (avete ad es. un interesse comune?) oppure consigliarti.

Ovvero, “quali persone possono sostenerti nel tuo percorso professionale?”; “quali relazioni possono esserti utili per il tuo successo/sviluppo professionale?”.

Dalle ipotesi alla tesi

Ora che hai affrontato tutte le domande strategiche necessarie, e cercato le tue personali risposte, il tuo progetto professionale è lì, è a portata di mano. Hai una gran quantità di informazioni che adesso devono tradursi in decisioni e in un piano d’azione 😉.

L’equazione della tua strategia?

[(obiettivo+tempi+risorsevincoli+compagnia) x TE (cioè i tuoi desideri, i tuoi valori)]
=
il tuo personalissimo: “dove vuoi arrivare e in quanto tempo”.

Ed è così che il tuo progetto inizia a vivere con te. E a crescere con te. E, se serve, ad affinarsi man mano che metti in pratica le azioni decise.

Perché un buon progetto è quello che:
  • sviscera per bene le ipotesi iniziali;
  • tiene conto della realtà (su cosa puoi contare davvero? sai distinguere il reale dal desiderato?) e della realizzabilità (pianificare un passo più lungo della gamba non può che portare al fallimento: era quello che volevi???);
  • si perfeziona man mano che la teoria diventa pratica;
  • e tiene conto del cambiamento.

Cosa ne pensi di quello che ti ho raccontato?

Ti sembra scontato? O piuttosto è anche troppo sofisticato secondo il tuo punto di vista? Il lavoro, del resto, è solo lavoro…

A ognuno il proprio giudizio. È chiaro che ognuno di noi vive il suo impiego in maniera del tutto personale. Ma dato che costituirà una parte preponderante della nostra vita, non trascuriamo il peso che potrebbe avere sulla nostra autostima e sulla soddisfazione personale. Provare per credere! 😉

Ma qual è la tua esperienza su questo tema? Dimmelo nei commenti!

Avere un progetto professionale, e saperlo condurre nel tempo, significa tenere ben salde le redini della tua carriera. Equivale ad essere lungimiranti e più efficaci, anche.

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Il Progetto professionale: costruisci il tuo futuro in 4 fasi
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Prima ancora del #lavoro #ideale, c'è il #piano d'azione per raggiungerlo! Cercare il proprio posto nel mondo; cercare il #lavoro in cui le tue #abilità e #competenze sono davvero forti; lavorare sapendo che ne trai #soddisfazione, ... è tutto parte di un #progetto che è tanto causa quanto effetto delle tue decisioni. Ed è tanto punto d'inizio quanto processo in divenire, perché ti permette di migliorare quelle stesse #decisioni e #azioni. Seguimi nel ragionamento e costruiamo il tuo #progetto #professionale! 😉
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