Il Progetto professionale: le 4 variabili del tuo viaggio

Se la ricerca del lavoro “ideale” coincide con un piano d’azione ben congegnato (approfondisci QUI) , devi stabilire le variabili alla base del tuo viaggio, le variabili su cui costruirai il tuo progetto professionale.

OBIETTIVO, ovvero la DESTINAZIONE del viaggio

  • Come stabiliresti la meta di un viaggio, così devi decidere cosa vuoi fare di lavoro, che caratteristiche avrà il tuo impiego e fino a dove ti vuoi spingere.

Attraverso la ricerca di informazioni e un’analisi della realtà che ti circonda, potrai prima di tutto stabilire quali caratteristiche sono distintive del/i mestiere/i che ti interessa. Poi deciderai se quelle stesse caratteristiche rispondono anche alla tua idea di lavoro; oppure quali azioni devi fare (e sei disposto a fare) per acquisirle. 

E infine analizzerai se il contesto in cui vivi ti favorisce o ti è ostile. Se punti a un settore/ambito che sul tuo territorio non è presente, devi mettere in conto un trasferimento altrove; oppure di cambiare mira. In entrambi i casi stai operando una decisione funzionale al tuo progetto professionale.

⇒ In definitiva stai rispondendo alle domande: “cosa vuoi fare?”; “a cosa punti?”; “qual è il tuo obiettivo?”.

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Photo by Ali Müftüoğulları on Pexels.com.

TEMPI, ovvero QUANDO PARTIRE/ARRIVARE

  • Così come stabilisci quando fare la tua vacanza (quando partire), così devi dare un timing per sviluppare e raccogliere i frutti del tuo progetto.

Tempi di partenza e arrivo del progetto (che non siano troppo lunghi o infiniti 😶), ti consentono di renderlo misurabile e concretizzabile. Diversamente potresti cadere in un circolo vizioso se ti poni un obiettivo inarrivabile in quel dato periodo di tempo, il che ti causa demotivazione. Sii anzi pront* a verificare se non sia opportuno modificare il tempo-obiettivo.

Se non lavori e hai urgenza di trovare un impiego, fai una programmazione (quando? ogni quanto?) delle singole azioni di ricerca: l’invio sistematico del tuo Cv, il controllo degli annunci, il tuo marketing social, la partecipazione a eventi di selezione o di aggiornamento per il tuo settore, il completamento di quel corso di formazione che hai sospeso, e che ti garantisce quella particolare abilitazione, …

Se lavori già ma stai valutando le tue opzioni, ad esempio una crescita professionale o di ruolo, entro quando vuoi aver realizzato quello scatto o conseguito quella promozione? Darti un timing ti consente di verificare se le azioni che hai deciso di compiere sono davvero efficaci, oppure se stai andando a vuoto, e quindi bisogna migliorare qualcosa.

⇒ In questo caso stai rispondendo alle domande: “entro quando vuoi veder realizzato quel tuo progetto?”; “quali tempi mi do?”; “che organizzazione mi do?”.

TU, all’inizio del progetto, ovvero COSA METTI IN VALIGIA

  • Come faresti prima di partire preparando il tuo bagaglio, analogamente per definire il tuo progetto devi avere ben chiara la tua dotazione.
  1. Le esperienze vissute, lavorative e non, magari anche molteplici e in ambiti diversi.
    Costituiscono le tue RISORSE, e talvolta, i tuoi VINCOLI.
    ⇒ Rispondono alle domande: “cosa sai fare?”; “cosa hai imparato a fare?”; “dove puoi andare?”; “sai adattarti?”; “a quali risorse materiali e personali (nei termini di situazioni già vissute, competenze e conoscenze di strumenti di lavoro) puoi attingere?”; “quali vincoli/limitazioni devi considerare?”.
  2. Aver acquisito capacità/abilità/nozioni tecniche grazie ai tuoi studi e all’esserti misurato sul campo.
    ⇒ Rispondono principalmente (tra una miriade di altre possibili domande 😁) a: “cosa sai fare particolarmente bene?”; “dove puoi andare?”; “quali sono i tuoi punti di forza?”; “In cosa potresti migliorare?”.
  3. Coerentemente con la tua personalità, scopri di avere delle significative abilità “trasversali”, o le hai allenate per renderle utili sul lavoro indipendentemente dal ruolo svolto.
    Sei organizzato e preciso? Oppure creativo e avvezzo ad affrontare problemi? Preferisci essere un battitore libero oppure lavorare in gruppo? Sei un buon comunicatore o hai talento nella negoziazione? …
    SE NON RICORDI LA DIFFERENZA TRA ABILITA’ TECNICHE O HARD E TRASVERSALI O SOFT, FAI QUI UN VELOCE RIPASSO 😅!
  4. … e i tuoi sogni, desideri e valori professionali (di diventare…, di realizzazione, di indipendenza, di…), la tua motivazione (alle relazioni, alla responsabilità, a…) e le tue emozioni (TI RICORDI COME RENDERE UN LAVORO GRATIFICANTE?).
    Rispondono alle domande: “chi sei?”; “come sei?”; “cosa vuoi?”; “cosa ti spinge a impegnarti in quell’attività?”.

Il Cosa mettere in valigia è probabilmente la fase più corposa, strategica e complessa della costruzione del tuo progetto. Perché al centro ci sei tu.
Ed è quella che si affronta efficacemente col bilancio delle competenze, appunto.

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Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com.

La COMITIVA, ovvero chi ti accompagnerà nel tuo viaggio

  • Per il tuo viaggio con chi partiresti? Ugualmente il tuo progetto professionale deve includere persone e relazioni.

Possono essere persone che hai conosciuto in passato, magari colleghi in un precedente lavoro, oppure amici, i quali potranno referenziarti, o segnalarti, o aggiornarti sulle opportunità che ti interessano.
O anche persone che non conosci ancora ma che – a quanto emerge dalla tua ricerca – potrebbero avere una professionalità utile al tuo scopo: potrebbero insegnarti, accompagnarti (avete ad es. un interesse comune?) oppure consigliarti.

⇒ Ovvero, “quali persone possono sostenerti nel tuo percorso professionale?”; “quali relazioni possono esserti utili per il tuo successo/sviluppo professionale?”.


In conclusione

Ora che hai affrontato tutte le domande strategiche necessarie, e cercato le tue personali risposte, il tuo progetto professionale è lì, è a portata di mano. Hai una gran quantità di informazioni che adesso devono tradursi in decisioni e in un piano d’azione.

L’equazione da seguire?

[(obiettivo+tempi+risorsevincoli+compagnia) x TE (cioè i tuoi desideri, i tuoi valori)]
=
il tuo personalissimo: “dove vuoi arrivare e in quanto tempo”.

Ed è così che il tuo progetto inizia a vivere con te. E a crescere con te. E, se serve, ad affinarsi man mano che metti in pratica le azioni decise.

Perché un buon progetto è quello che:
  • mette in chiaro le ipotesi iniziali;
  • tiene conto della realtà (su cosa puoi contare davvero? sai distinguere il reale dal desiderato?) e della realizzabilità (pianificare un passo più lungo della gamba non può che portare al fallimento: era quello che volevi???);
  • si perfeziona man mano che la teoria diventa pratica;
  • tiene conto del cambiamento.

Cosa ne pensi di quello che ti ho raccontato?

A ognuno il proprio giudizio. È chiaro che ciascuno di noi vive il suo impiego in maniera del tutto personale. Ma dato che il tempo lavorativo costituirà una parte significativa della nostra vita, non trascuriamo il peso che potrebbe avere sulla nostra autostima e sulla soddisfazione personale. Provare per credere!

Avere un progetto professionale, e saperlo condurre nel tempo, significa tenere ben salde le redini della tua carriera. Equivale ad essere lungimiranti e più efficaci, anche.

Qual è la tua esperienza a riguardo? Dimmelo nei commenti!

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Progetto professionale: le 4 variabili del tuo viaggio
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Progetto professionale: le 4 variabili del tuo viaggio
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Se la #ricerca efficace del lavoro si basa su una #progettualità, quali sono le variabili che devi avere sotto controllo per rendere il tuo #progetto professionale vincente? Leggi di più!
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