“Perché vorresti lavorare per noi?” – Domande scomode al colloquio

“Perché vorresti lavorare per noi?” – Domande scomode al colloquio

Siamo nel pieno del colloquio di selezione. E nel bel mezzo del colloquio motivazionale

Ma ora è davvero il momento di analizzare le domande che il selezionatore potrà farti. Una ad una, problema-soluzione-falsi amici.
Una domanda posta spesso, anche da recruiter alle prime armi o da titolari d’impresa che di tecniche di recruiting ne sanno poco 😏, è:
“Perché ti stai proponendo proprio alla nostra azienda?”
“Perché vorresti lavorare per noi?”
“Quali motivi hai per lavorare qui in questa impresa, ci conosci?”

§ Apri gli occhi, guardati dentro. Sei soddisfatto della vita che stai vivendo?

Bob Marley

In sincerità, “Perché vorresti lavorare per noi?”

Ce lo siamo già detto qualche post fa.
Durante una selezione, il candidato ideale è certamente quello che dimostra competenza in materia (soddisfa la parte tecnica del profilo); ma ancor più è quella persona che più di altre ispira fiducia e si allinea all’ambiente che lo accoglierà. È colui che empatizza con l’azienda selezionatrice e ne sposa la mission e la filosofia. La conosce (sa cosa fa e si appassiona alla sua storia, per cominciare 😉), è interessato al settore di riferimento, e sa trasmettere il suo desiderio contribuire personalmente al progetto professionale-evolutivo dell’impresa.

L’impresa, da parte sua, ha una necessità e il colloquio può rappresentare la conferma di quanto si aspetta. E’ quindi è sacrosanto che si chieda: “perché questo candidato/persona è qui”!

Hai visto il video? Non te lo chiederanno proprio così, tranquillo! 😂😱

Ma se nel bel mezzo del colloquio il tuo selezionatore in qualche modo (più o meno diretti) arriva a discorrere di “qual è il tuo interesse per QUESTA azienda/progetto aziendale?”, ebbene, è il tuo momento di dimostrare che hai fatto i compiti.
Che sei lì per loro (anche se sai perfettamente che sei lì per te)!

Non puoi NON essere preparato su chi stai incontrando: non puoi NON sapere chi sono, cosa fanno, da dove vengono (storia, evoluzione, …) e che tipo di “reputazione” abbiano!

Che, se poi sei lì, evidentemente le informazioni che hai raccolto ti avranno soddisfatto, o comunque le consideri in linea con le tue aspettative e valori.
Ricordi la domanda-mantra strategica: “è proprio lì che vedo il mio futuro lavorativo?”


“Perché vorresti lavorare per noi?”: ragiona sulla tua miglior risposta.

La miglior risposta sarà un’elaborazione personale delle informazioni che hai raccolto. Ti servirà sia per preparare la tua motivazione distintiva (i tuoi personali “perché?”); sia per dimostrare al recruiter il tuo spessore.

Saprai adularlo proprio con quelle informazioni.

🔰 Puoi raccontare che hai saputo di quell’EVENTO (significativo) cui l’azienda ha preso parte, e che ti ha particolarmente colpito (e perché).
🔰 O di quel loro PROGETTO che hai molto apprezzato (e perché).
🔰 Oppure parla di un loro PRODOTTO che conosci, e del quale puoi recensire i benefici. Ma anche osservare un “piccolo” difetto tecnico, o una possibile miglioria, potrebbe non essere male: se lo riporti con maniera e suffragandolo con valide argomentazioni (che – ovvio! – non puoi improvvisare, devi sapere di cosa parli) vedrai che colpirai l’attenzione di chi ti ascolta.

In generale, puoi far riferimento a NOTIZIE DI DOMINIO PUBBLICO che interessano l’impresa.

Vicende come l’ampliamento dello stabilimento, una campagna assunzionale, un premio assegnato ai dipendenti, o il lancio di un nuovo prodotto, … sono tutte news facilmente reperibili e confutabili, perché d’interesse per la comunità di riferimento, e spesso tracciate in cronaca locale o sui social. Se conduci il tuo discorso su questi fatti con nonchalance, farai di sicuro una buona figura. Mi raccomando, sii spontaneamente curioso 😉!

E perché no? Col recruiter puoi usare anche argomenti come la notoria SOLIDITÀ e CREDIBILITÀ di cui il brand e l’azienda godono.

Bilanci e fatturati (specie se positivi) sono notizie pubbliche e talvolta volutamente promosse dall’impresa. Le stesse vicende elencate poco fa sono indicatori sintomatici di buona salute aziendale. Una tua citazione, et voilà … farai colpo per la tua attenzione e oculatezza, per l’adulante curiosità, e per la capacità che hai avuto d’informarti*.

* Se decidi di andare sui numeri (fatturati, …), però, EVITA l’eccessiva leziosità del dettaglio, a meno che tu non stia sostenendo il colloquio per il ruolo di responsabile finanziario 😊

Puoi dire ad esempio:
  • Pincopallo Srl è un’Azienda solida; sul territorio è molto riconosciuta e questo è un dato di fatto. Ho notato che il fatturato degli ultimi N anni è aumentato in maniera significativa** a mio avviso anche grazie anche alla forte campagna promozionale sul progetto §§§, lo scorso anno mi sono imbattuto spesso nei vostri messaggi pubblicitari.
    **[oppure in alternativa puoi dare una cifra di riferimento, come “circa del X%”. Ma attento! devi essere in grado di reperire un dato reale, e non spingerti troppo oltre…]
  • Oppure, “Ho appreso che Pincopallo Srl è stata in grado di migliorare il fatturato dell’ultimo anno. È plausibile che l’introduzione del metodo øøø [o macchinario ZZZ] abbia ottimizzato il flusso produttivo e quindi diminuito i costi. In effetti ho visionato un video in cui il vostro AD spiegava proprio l’applicazione di questa nuova metodologia [/macchina].
  • O ancora, “è lodevole la vostra attenzione all’innovazione e come puntiate da anni alla leadership nel settore e a differenziarvi dai vostri competitor. Ne è prova proprio il vostro ultimo investimento nel progetto ξξξ . So che è un progetto del tutto nuovo, e che lo state presentando proprio in questi giorni alla fiera YYY.


Puoi addentrarti anche sul tema dell’andamento del MERCATO/SETTORE DI RIFERIMENTO

🔰 In effetti se il settore ha un andamento positivo, il dato è importante prima di tutto per il tuo futuro! 

O ancora puoi raccontare della (BUONA) REPUTAZIONE che contraddistingue l’impresa.

🔰 Un’imprenditoria sana è molto attenta al territorio, al tessuto social-geografico e di settore in cui è inserita. Pertanto non è male far captare che si conoscono le relazioni dell’impresa con stakeholders locali; o far presente la (buona) POPOLARITÀ di cui l’azienda gode.

Risposte interessanti sono, ad esempio:

  • “Per curiosità, ho avuto modo di approfondire il tema ∇∇∇ del mercato [indica quello di riferimento]. So che oggi c’è molta attenzione all’ambiente [solo per citare UN esempio di argomento di discussione caldo, che può essere collegato a un’azienda produttiva; ma potrebbe essere attenzione alla velocità/veridicità di dati per un’azienda IT, e così via…]. A mio avviso ciò può costituire una spinta alla diffusione di…… [un nuovo prodotto? una nuova lavorazione?] Il vostro posizionamento sul mercato con nuove soluzioni credo che possa rispondere proprio a questa sensibilità. Era un vostro obiettivo?” 
  • “Ho assistito al [oppure letto la notizia del, va comunque sempre bene…] convegno sul tema ωωω promosso da VOI e dall’associazione ∀∀∀ . è notevole il vostro impegno per la diffusione di…”.
  • “So che state promuovendo una collaborazione con gli istituti tecnici della provincia, per valorizzare la formazione tecnica in ambito elettronico [ma potrebbe essere meccanico, edile, informatico, tessile, chimico, …]. Condivido la decisione di cooperare con le scuole locali per colmare le lacune del mercato del lavoro”.


Non sottovalutare, infine, l’AMBIENTE LAVORATIVO.

Se gira voce che sia buono – perché è risaputo che in quell’azienda si lavora con un buon clima o una buona organizzazione, o che è meritocratica, o che è attenta alla crescita dei propri dipendenti, perché si sa delle politiche del lavoro, formative e di valorizzazione del personale, o delle misure di welfare che quest’azienda attua –, non si tratta solo di “lusingare” il tuo possibile datore di lavoro. Ma di fare tu stesso un investimento per un buon affare!

Anche di questo buon clima, pubblicamente riconosciuto, puoi far parola col tuo selezionatore.

Ma attenzione!

Le notizie sull’ambiente lavorativo usale sostanzialmente per avvalorare il buon nome dell’impresa. Non per “giustificare” te stesso.

Se stai provenendo da un luogo di lavoro caratterizzato da rapporti professionali negativi e che vivi con stress, dal quale non vedi l’ora di scappare – può succedere! – e se passare a un ambiente lavorativo più tranquillo e sereno per te è diventata una priorità, non cedere alla tentazione di sottolinearlo.

L’argomento “clima aziendale” che userai ti servirà per confermare il valore intrinseco dell’impresa, non per spiegare il tuo personale appagamento. Non far percepire che questo è un tuo punto dolente. E non spostare il focus della domanda motivazionale dall’azienda a te.
Se riesci a tenere per te l’informazione del tuo “disagio climatico”, sarai certamente più efficace e interessante.

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Esempi di risposte che funzionano:

  • “è noto il buon clima che si respira qui da Voi. A mio parere lo ha reso evidente anche la vostra campagna di… [e qui puoi citare un evento di welfare promosso dall’azienda, di cui hai avuto notizia: seguendo la sua pagina Linkedin, o le news sul sito, per esempio, potrai scovare l’iniziativa che fa al tuo caso]”.
  • Oppure, “ho avuto modo di confrontarmi con persone che vi conoscono e che collaborano con voi. Tutte mi hanno evidenziato la vostra attenzione a un ambiente di lavoro positivo, emersa anche dal… [anche qui un evento aziendale che tu reputi significativo e dal quale emerge proprio questo aspetto di attenzione ai dipendenti; anche qui, oltre a un pubblico passaparola, foto sul web, social e sito sono i tuoi strumenti di ricerca]. Come voi, sono convinto che in tali ipotesi i lavoratori possano esprimere le loro massima performance, a beneficio di tutti”.


In conclusione… “Perché vorresti lavorare per noi?”

Di fronte alla domanda “Perché vorresti lavorare per noi?” – e variazioni sul tema – ricorda che non puoi improvvisare.
Per superarla brillantemente bisogna usare personalità ed essere consapevoli.

Ogni riferimento all’azienda che ti ospita e al motivo che ti ha portato proprio lì, a quel colloquio, è prezioso per valorizzare la tua attenzione e l’interesse verso di loro.
Dev’essere pertanto il frutto di un’attenta analisi e di una sincera elaborazione personale.

Ogni fatto o evento che citi, devi conoscerlo e suffragarlo con senso critico.

L’azienda è particolarmente coinvolta in quel tema/argomento/progetto.
Ti sarai fatto un’idea in merito, no? (domanda retorica ovviamente 😉) Ebbene, che il parere che esprimerai trasmetta chiaramente la tua conoscenza del fatto; e che sia equilibrato.

In qualche caso è richiesta una vera e propria “competenza in materia”: non puoi metterti a parlare di specificità settoriali, o di strategie e criticità di un dato ambito economico-produttivo-merceologico, se non lo conosci, non credi? 

Infine, riporta sempre la fonte. Sarai più attendibile.


Un capitolo a parte lo merita il “perché vuoi proprio questo lavoro in quest‘azienda”.
Si tratta di un punto di vista più completo che unisce l’interesse per l’organizzazione all’interesse per il ruolo.

In un’unica soluzione devi saper trasmettere la tua aderenza alla mansione e il valore aggiunto che tu puoi portare in azienda.

Durante il colloquio il tempo è tiranno, e nel tuo momento dovrai prevedere una risposta che soddisfi entrambi i punti di vista.
In pratica ti ho già spoilerato il prossimo post!!! 😀


Alert! Cosa NON rispondere!

Quando si affrontano le domande motivazionali di un colloquio, a volte si assiste al paradosso secondo cui le più frequenti (come “Perché vorresti lavorare per noi?”, appunto), sembrano anche così ordinarie e “facili”, che il candidato trascura decisamente lo spessore della risposta. La rende superficiale.

Che queste domande appaiano facili è un fatto, visto che non sono sui massimi sistemi e la risposta non implica una conoscenza tecnica specifica. In realtà sono domande che ti richiedono un parere e un minimo d’informazione, e “in condizioni normali” un parere ce l’hai e le informazioni si possono recuperare; non c’è il rischio di fare scena muta.

Tuttavia da un lato c’è questa facilità, che diventa faciloneria (passami il termine un po’ crudo) e che banalizza il tutto a “cosa vuoi tu”; si perde di vista l’obiettivo del colloquio che è trovare un beneficio comune tra candidato e impresa.

E le risposte alla nostra domanda-cardine “Perché vorresti lavorare per noi?”, diventano:
“il motivo è che so che si guadagna bene” (venale…),
“perché sembra un buon posto per lavorare” (generico e focalizzato solo sul tuo vantaggio, è poco attento all’esigenza dell’azienda),
“perché sono qualificato” (vago e scontato…).

Dall’altro lato si pensa che molte domande dei colloqui diano luogo a un banale teatrino tra selezionatore e candidato, secondo cui quest’ultimo non potrebbe rispondere diversamente da “come il primo vuole sentirsi rispondere”

Lo scenario che ne deriva, lo capisci bene, svuota di significato soprattutto le domande motivazionali. 

Eppure, tu per primo, se sei un candidato alle prese col suo futuro, dovresti sentirti appagato dal fatto che la tua motivazione è al centro dell’attenzione.
E le tecniche di intervista motivazionale, se ben applicate, possono suscitare risposte NON comuni anche a domande ovvie. Per non parlare degli spunti di lettura del linguaggio non verbale e delle reazioni, che sappiamo essere importanti almeno quanto i contenuti che si esprimono a parole.
Perché possono rivelare incoerenze, o rafforzare il piano valoriale del candidato.

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Proviamo quindi ad affrontare anche queste domande “facili” con preparazione e serietà.

L’obiettivo NON è tanto quello di farti fare lì per lì una bella figura preconfezionata. E’ piuttosto quello di bypassare il senso di ovvio e di farti distinguere agli occhi del recruiter o dell’azienda. E sensibilizzarti sul fatto che un’onesta e consapevole motivazione non ti fa solo affrontare al meglio il colloquio. Ma ti permetterà di convivere nel lungo periodo con il lavoro che desideravi.


Al prossimo post per un’altra domanda scomoda. Stay tuned!

Articolo aggiornato il 07 Agosto 2019 ore 23:00.

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