Dopo gli -Anta, la Ricerca del lavoro: cosa significa

Dopo gli -Anta, la Ricerca del lavoro: cosa significa

Un confronto tra Generazioni…

CERCARE LAVORO dopo una certa età – diciamo dopo gli -Anta – non è facile. Non c’è certezza di risultati e ci si deve scontrare con mille difficoltà, tra pregiudizi sui luoghi comuni e concorrenza a vario titolo.

La riflessione che ti propongo, è evidentemente su un argomento decisamente spinoso. Ad ogni modo, dato che anch’io sono entrata nel club, direi: discussione libera e aperta! Che ne dici? 

Parto da un’osservazione di situazioni realmente vissute

Nel fare Selezione, in tanti anni, ho incontrato molti Candidati OVER.

Avevano messo alle spalle situazioni diverse e contesti diversi, ma la maggior parte evidenziava degli schemi e delle caratteristiche comuni che giocavano a loro svantaggio.

Da un lato dimostravano il valore significativo delle loro Esperienze, sia nel ruolo lavorativo già ricoperto, ma anche di vita. La maturità anagrafica, diciamo così, porta con sé senza dubbio saggezza: se si presenta una situazione in passato già affrontata, l’esperienza ti consente di riproporre abilmente la soluzione più efficace, e di farlo senza andare nel panico della “prima volta”.

Dall’altro lato però, ahimè, quegli stessi Candidati OVER esprimevano “stanchezza” e un certo immobilismo professionale. Assuefatti al lavoro, lo vivevano prevalentemente come un’abitudine e una necessità. A volte esprimevano terrore (di cambiare, ma anche di essere rifiutati), e spesso si trovavano in situazioni di emergenza già conclamate (“ho appena perso il mio lavoro“).


A onor del vero non è giusto generalizzare

Ho conosciuto anche Candidati illuminati che hanno anticipato crisi aziendali. Alcuni con grande coraggio e consapevolezza, constatando una propria insoddisfazione o che alla stanchezza si poteva reagire, si sono fatti avanti cercando di cambiare volontariamente la loro insoddisfacente posizione lavorativa.

Ed è da questi ultimi che dovremmo prendere spunto. Perché?

Perché hanno dimostrato quelle qualità che dovremmo tirar fuori tutti, ad ogni età: audacia, intelligenza, furbizia.

  • Audacia di mettersi in discussione, affrontando senza indugio (o comunque con la giusta predisposizione) un cambiamento;
  • Intelligenza di NON attendere una situazione emergenziale e di muovere le leve giuste per età e bagaglio personale;
  • Furbizia di ri-immettersi nel mercato del lavoro quando avevano ancora in mano un impiego; ciò garantiva loro un potere contrattuale che di fronte a un nuovo datore di lavoro consente almeno di trattare condizioni migliori.

Ma se questo è il mio punto di vista in un mondo ideale, è innegabile che in quello reale il Candidato OVER viva degli svantaggi oggettivi rispetto al Candidato Primo Impiego.

Innanzitutto fatica a competere sulla conoscenza delle nuove tecnologie, che i giovani hanno innata e che oggi il mercato del lavoro richiede fortemente. Inoltre è chiaro che i giovanissimi possono accontentarsi di retribuzioni più basse, oltre che essere le Aziende fortemente incentivate all’assunzione di Candidati da formare (sia per progettualità su di loro, sia per costi).
Però avendo consapevolezza di questi dati oggettivi e conoscenza dell’attuale mercato del lavoro, con il giusto atteggiamento e qualche accorgimento, si può invertire la rotta.

Cercare (e trovare!) un lavoro dopo una certa età, Oh Candidato OVER , è difficile ma NON impossibile.

lavoro dopo una certa età

Innanzitutto NON improvvisare!

Devi inserire la tua ricerca in un’analisi personale e vederla nella giusta luce: cerco lavoro per desiderio di un cambiamento oppure per necessità (la mia azienda chiude? subirò il licenziamento?)?
Nel primo caso avrai già il giusto grado di grinta ad affrontare un processo di Selezione. Nel secondo invece dovrai essere più forte, focalizzato sull’obiettivo e usare il giusto approccio per affrontare il problema che ti “obbliga” al cambiamento.


Quali valori muovono la ricerca di lavoro dopo una certa età? 

Nel mondo di oggi, qualsiasi tipo di lavoro si svolga (che sia d’ufficio oppure di tipo manuale o creativo; che sia specializzato o generico; o ancora esecutivo o di responsabilità), esso rappresenta per tutti un irrinunciabile alimento all’auto-realizzazione, un punto di equilibrio della nostra quotidianità e una risorsa al sostentamento. Per questi motivi la sua perdita improvvisa e la necessità di ricollocarsi, lì per lì, destabilizza, senza dubbio, e si può rischiare di accartocciarsi e subire la situazione. E forse per un retaggio del passato (i modelli delle generazioni precedenti: no crisi, baby pensioni, modello retributivo,…?) si vive  l’evento della perdita come una tragedia o un fallimento.
Ergo, il primo elemento da inquadrare per reagire alla mancanza di lavoro, è certamente legato alla nostra sfera psicologica e motivazionale: NON vivere la perdita come una colpa o con rimpianto. Certo può essere traumatico, ma da lì in avanti abbiamo diverse frecce al nostro arco.

In primo luogo, se hai paura che l’età ti penalizzi, pensa innanzitutto che essa ti dà quello che un ventenne ancora non ha: hai costruito una vita, una famiglia, delle relazioni che dipendono da te e si alimentano grazie a te, per esse sei un riferimento e questa certezza da sola vale la tua serenità.


Ma c’è dell’altro!

In più, rispetto ai giovanissimi, hai anche un’altra qualità di cui devi essere certo: sei ESPERTO. Cioè? Sai fare, hai già vissuto delle situazioni professionali e personali che ti garantiscono di saper già reagire a determinati stimoli di lavoro e a determinati stress. Sei affidabile e in grado di dare consigli su quell’avvenimento, puoi essere un riferimento di comportamento. Sai già rispettare consegne e gerarchia, conosci le priorità perché ci sei già passato.


Una riflessione: rileggi queste ultime righe.

Non esprimono forse, proprio il concetto che avevi in testa? Ma messe giù cosi, il tuo “ho esperienza“, del tutto ordinario, è diventato molto, molto di più.

Pensa all’effetto che una descrizione così dettagliata, e ampia, e vera, e pratica, del tuo “ho esperienza” può fare su un Selezionatore. Ma al colloquio, l’avresti detto così?

E questo è un primo consiglio che ti invito a mettere in pratica, se cerchi lavoro dopo una certa età.

  • sii forte della persona che sei e consapevole che trovare il lavoro è “anche” una questione di forma. Preparati a una sfida di parole e contenuti (le occasioni per un colloquio di lavoro oggi sono proprio questo) ma sii anche paziente, in cerca della giusta opportunità.
  • sii conscio che il lavoro oggi NON si cerca come una volta e che se vuoi riuscire nell’intento, devi sottostare a delle regole moderne.
  • preparati la risposta pronta a battute o osservazioni sulla tua età: se ti dicono che “non sei più un ventenne”, non negarlo ma magari scherzaci su. Certamente non devi subirlo: ti invito a sdrammatizzare, perché la tua età non è una colpa e può avere i suoi vantaggi. E…
  • … hai l’occasione di spostare l’attenzione su ciò che può fare la differenza: hai rodato delle abilità e sei saggio, caratteristiche che solo la maturità dei tuoi anni può portare con sé.

Articolo revisionato il 13 Febbraio 2019 alle ore 21:00.

 

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Dopo gli -Anta, la Ricerca del Lavoro: cosa significa
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Qualsiasi sia il motivo che ti spinge, cambiare dopo gli -Anta o cercare lavoro dopo una certa età è difficile, può essere traumatico e anche rischioso. Ma non dare per scontato che le Aziende non cerchino MAI il Candidato Over. Col giusto approccio grintoso e consapevolezza magari stanno cercando proprio TE!
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2 thoughts on “Dopo gli -Anta, la Ricerca del lavoro: cosa significa

  1. Salve, mi chiamo Marco, ho 53 anni e sono alla ricerca di un nuovo lavoro. Condivido nella sostanza quanto sopra e sottolineo come mi stia adoperando – forse con un pò di giovanile incoscienza – a cercare una nuova occupazione che non sia solo una necessità, un “dovere per…”, ma anche un qualcosa per cui alzarsi con entusiasmo la mattina.
    Vorrei effettuare una scelta e non subirla, come purtroppo le circostanze della vita mi hanno costretto in passato. Sto avendo dei riscontri nell’ambito in cui ho lavorato negli ultimi 20 anni, ma…..

    1. Salve Marco, che piacere leggere un messaggio come il suo. E’ l’atteggiamento giusto quello di NON vivere la ricerca di nuova occupazione per sola necessità ma anche con la coscienza che fai un’attività che ti riempirà la vita. Attenzione, non si vuole essere irrispettosi con chi combatte ogni giorno con la necessità, ma al contrario si vuole aiutarlo a comprendere che “non si può fare tutto”. E quando questa consapevolezza si arricchisce di ragionevolezza e attenzione a quello che facciamo (per noi e per la nostra ricerca: investiamo sufficientemente nell’essere INTERESSATI E BRAVI in ciò che facciamo?), abbiamo più probabilità di andare a buon fine. E il nostro successo non si esaurirà con l’ottenimento del nuovo impiego, ma proseguirà con la soddisfazione che lo manterremo o che il ruolo evolverà in meglio. Quindi quel lavoro lo faremo con entusiasmo, quindi lo faremo sempre meglio, quindi sapremo trasmetterlo in maniera più efficace, quindi…, quindi…, quindi…
      Per quanto la riguarda, Marco, leggo le fantastiche parole “giovanile incoscienza”, che intendo SOLO nel senso più positivo che possono avere. E’ con l’entusiasmo e con il coraggio un po’ incosciente che si riesce a competere nel mercato di oggi e a rispondere a chi ti dice che sei spento perché “è l’età”. Ma sono certa che incosciente fino in fondo non sarà mai, la sua esperienza metterà i giusti limiti fino a dove potrà spingersi! Dunque gioca in vantaggio rispetto alle nuove generazioni.
      Non perda mai questo entusiasmo e oculatezza, e mi scriva per spiegarmi il suo “ma…”
      Silvia

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