L’Intervista: il Geometra Impiegato Tecnico in campo edile

L’Intervista: il Geometra Impiegato Tecnico in campo edile

Intervista con il Professionista – Storie di Talento  prosegue alla scoperta di mestieri particolari.

Siamo al nostro 3° appuntamento. Ed oggi ospito con piacere un #geometra #impiegato #tecnico di grande esperienza, background nelle costruzioni ed esperienza in aziende edili.

Costruire un edificio! Metterlo in piedi dal nulla, decidendo che caratteristiche deve avere, quali materiali, quale destinazione d’uso… Dev’essere entusiasmante creare da zero, e possiamo solo immaginare quanto sia fondamentale che ogni fase – dall’ideazione/progettazione fino alla consegna chiavi in mano – sia ben architettata.

Lo abbiamo chiesto dunque a Silvia Sartori, che di esperienza in uffici tecnici edili ne ha davvero tanta.


Amici miei, o gli astri sono grandi geometri, o sono stati disposti da un eterno geometra

Voltaire

 

geometra impiegato tecnico 2

Silvia Sartori è di Treviso. Geometra impiegato tecnico. In effetti geometra diplomata ed appassionata di costruzioni.

silvia sartori geometra impiegato tecnico 2

Precisa e quadrata come i suoi disegni e i suoi calcoli. Determinata e operosa, ha un’esperienza pluriennale in studi tecnici dove disegna, pianifica, fa di conto, studia norme e compila documenti. Il tutto nel rispetto di specifiche tecniche e per la sicurezza; e di scadenze, o ne va della qualità dei progetti

Una bella responsabilità e non c’è da annoiarsi, non c’è che dire! 

Ma chi la conosce bene sa che il suo essere multi-settoriale va anche oltre il suo lavoro più “ordinario” – chiamiamolo così, Silvia permetticelo 😊! 

La nostra ospite è appassionata dello stare con le persone, e in passato ha lavorato anche in locali pubblici, sempre in contemporanea alla sua attività d’ufficio, per non farsi mancare nulla…

Ed è un’appassionata di viaggi
Quest’ultimo interesse è esploso e lo ha assecondato negli ultimi 17 anni, diventando un’esperta subacquea (nonché guida di immersioni), che l’ha portata in giro per i mari d’Italia e del mondo dei quali, ci dice, apprezza soprattutto colori, pace e suoni.

E pensare che non sapevo nemmeno nuotare!” – ci dice

Questo la dice lunga sulla determinazione della nostra ospite. La quale oggi ci rivela di stare ancora cercando quell’incarico lavorativo che colmi la sua più alta soddisfazione: ovvero fare un passo in più verso la responsabilità, e arrivare alla gestione di un cantiere. Perché dopo 25 anni di lavoro, Silvia non si è ancora stancata di imparare. Che perfezionista!


Abbiamo chiesto a Silvia di calarsi nel suo lavoro e di raccontarsi. Le abbiamo chiesto di dirci cosa ne pensa del talento. Ci ha risposto così.


Silvia, in poche parole definiscici chi sei, lavorativamente parlando?

“Penso di non avere dubbi sulla risposta. La Silvia di oggi è un impiegato tecnico, un geometra con davvero tanti anni di esperienza. Un’esperienza arricchita di contenuti trasversali, dato che negli uffici tecnici si toccano molti ambiti di attività. In effetti so muovermi in autonomia in tutte le procedure che bisogna seguire per la realizzazione di un edificio. Mi occupo di pratiche amministrative, di prassi di accreditamento, di gare, (…), di certificazioni, di calcoli e progettazione (necessari questi ultimi se si vuol far stare in piedi l’edificio! 😂).

Ho incontrato prevalentemente realtà di media/piccola impresa, che per il settore edile (ma anche per il territorio veneto) sono la stragrande maggioranza.

Ma dato che lo stesso settore impone delle complessità (come ad esempio il rispetto di norme e i sistemi di certificazione, per tracciare determinate caratteristiche di sicurezza e non solo del progetto), che tu lavori in una piccola azienda locale o in una realtà dall’organigramma più strutturato, poco cambia. Così ho potuto abituarmi a cooperare con persone e in situazioni diverse, spesso nella risoluzione di problemi. Queste mie qualità ed abilità sono una ricchezza che reputo replicabile anche in altri campi”.


Questo è l’oggi. Ma dove sta evolvendo la tua professionalità? Cosa vedi nel tuo futuro?

Silvia: “Personalmente sono una persona molto precisa! Per questo ti rispondo che il mio principale obiettivo per il futuro è migliorare e approfondire ulteriormente le mie conoscenze. Non voglio accontentarmi e desidero perfezionare le mie capacità.

Prima di tutto nella progettazione, soprattutto con i nuovi strumenti BIM e nelle procedure di gare d’appalto pubbliche.

Infine, ho talmente tante nozioni e una personale sicurezza “gestionale”, che il prossimo passo potrebbe essere quello di “uscire dall’ufficio” ed ampliare la mia professionalità “sul campo”. Mi riferisco ai cantieri, dove le costruzioni edili si realizzano dal vero. Punto alla direzione dei cantieri, appunto, e al coordinamento delle maestranze che vi lavorano”. 


Bene, entriamoci dentro, a quello di cui ti occupi. Quali sono le tue attività abituali?

“Allora, nel mio ruolo di geometra impiegato tecnico si sviluppano competenze sia #amministrative che #tecniche che servono a seguire l’iter completo dei progetti edili (cioè destinati alle costruzioni di edifici, ndr), dall’ideazione e fino alla rendicontazione e consegna dell’edificio all’acquirente.

Io personalmente inizio dagli elaborati grafici in 2 e 3 dimensioni (2D e 3D come si dice), come piante, prospetti, sezioni e dettagli che esprimono graficamente il progetto ideale da realizzare“. 


Ecco. Questo è un punto molto interessante, Silvia: come nasce un edificio nel tuo studio?

“L’edificio dev’essere prima di tutto “realisticamente immaginato” in tutte le sue caratteristiche, e ✅ reso su tavola.

Con i nuovi strumenti di disegnazione BIM (acronimo di Building Information Modeling), questa fase è diventata decisamente più interessante perché permette di disegnarlo in maniera molto particolareggiata partendo dalla sua pianta (cioè da una “vista dall’alto” dell’interno di ogni livello, sia esso interrato, piano terra, primo piano, ecc.), per poi poter gestire le sue caratteristiche in qualsiasi altro tipo di rappresentazione (passando quindi al prospetto, sezione, dettaglio o vista in 3D, …).

Così facendo si riesce ad attribuire alle linee del disegno le caratteristiche reali di ciò che rappresenterebbero ad edificio esistente.

Ad esempio il tipo di muratura da usare: se mattoni pieni, mattoni forati, cemento armato, ecc.; o il tipo di isolamento, e quant’altro.

È davvero uno strumento eccezionale perché da questo realismo e unendo le varie viste del progetto, ti permette di vedere già sulla carta in maniera molto tangibile come sarà davvero l’edificio una volta costruito”.


Le altre attività del geometra?

“Oltre a disegnare, mi occupo di ✅ redigere e/o raccogliere tutta la documentazione necessaria per l’acquisizione dei permessi a costruire. Questa parte è fondamentale nel settore edile dato che esistono regole molto precise (sia nazionali che locali). E il loro rispetto dev’essere assolutamente tracciato.

Poi mi occupo anche di computi metrici. ✅ È la sintesi descrittiva dei lavori da svolgere, con indicazione di quantità e prezzi per ogni fase. Serve a preventivarne durata e ammontare; e per la scelta dei fornitori, oltre che ad adeguare eventuali differenze.

Poi si va alla ✅ contabilità dei lavori: alla fine bisogna rilevare quanto si è effettivamente speso, portando in evidenza se il computo metrico fatto inizialmente era valido e attendibile. Per vedere se i conti tornano, insomma. Va fatta una vera e propria verifica se i costi sostenuti corrispondono a quelli preventivati. E giustificare le differenze (si è dovuto optare per un materiale diverso, ad esempio?).

Infine, seguo le ✅ procedure di gara. E ✅ l’informatizzazione dei dati e il ✅ social media marketing aziendale.


C’è un’attività, tra quelle che svolgi, che ritieni più particolare di altre?

Silvia: “Sicuramente le procedure di GARA cui ho appena fatto cenno.
C’è da sapere che a volte i lavori edili vengono assegnati tramite gare. Cioè più soggetti tecnici (studi ed imprese edili) possono decidere di proporre il proprio progetto secondo delle regole uguali per tutti e pre-stabilite da chi indice la gara stessa. 

Serve a creare concorrenza e il lavoro viene assegnato a chi presenta il progetto che l’ente banditore preferirà (per caratteristiche tecniche, per tempi di realizzazione, per il prezzo, …).

Trattandosi, in genere, di grandi lavori, si deve rispettare anche una specifica forma e un iter burocratico. Per questo bisogna seguire il bando di appalto, reperirlo prima di tutto 😅, poi redigere tutta la documentazione necessaria al suo espletamento e integrare in base alle richieste del banditore. Serve una figura dedicata, e per questo me ne occupo direttamente per il mio studio.

Sono opportunità di business, ma impegnative e senza garanzia di risultato, nemmeno se segui per filo e per segno il bando. Cerchi comunque di proporre il progetto che il banditore si aspetta! È un grande investimento!”


Torno su un altro punto che hai evidenziato poco fa: il social media marketing. Ma davvero il web e il digital sono così rilevanti nel tuo lavoro?

“Assolutamente sì! Il marketing digitale nel nostro settore è diventato un canale di visibilità molto importante, perché i social media danno una visibilità molto maggiore rispetto al sito web, che in fondo è solo un sito di una piccola azienda come ce n’è molte (c’è davvero tanta concorrenza!).

Così un post sui social di un cantiere che abbiamo seguito, o un edificio che abbiamo realizzato, con referenze o immagini accattivanti e significative, produce molto più effetto (curiosità, richieste di informazioni, richieste di preventivo, …) che non citandolo SOLO sul nostro sito.

Arriva prima e a più persone contemporaneamente. Rende in maniera immediata l’idea del nostro lavoro e convoglia i curiosi ai nostri contatti o appunto sul sito web, migliorandone anche l’indicizzazione.

La pagina Facebook o la vetrina di Instagram, da quando me ne occupo direttamente, posso davvero testimoniare che danno un ottimo riscontro.

E poi il web è il mio canale di ricerca per intercettare nuovi bandi. Per questo, ad esempio, seguo varie newsletter che mi informano della pubblicazione di bandi nuovi”.


Silvia, una curiosità: ma perché hai scelto proprio questa carriera?

“La scelta di fare la geometra è stata inizialmente pilotata dalla figura di mio padre. Ma già mentre svolgevo il mio percorso scolastico, è diventata una mia decisione perché l’approccio educativo ricevuto mi ha arricchita fin da subito sia in ambito umanistico che tecnico.

Una volta entrata nel mondo del lavoro (presto, praticamente subito dopo il diploma), ho potuto mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite teoricamente, acquisire competenze concrete anche grazie alle figure professionali che per fortuna (e mio privilegio!) mi hanno affiancato.

Ora, in alcune attività, sono in grado a mia volta di fungere da mentore e questa responsabilità è un aspetto del mio quotidiano che mi gratifica molto”.


Giornata tipo del geometra, e segnali di una buona giornata?

“Per prima cosa controllo subito la posta elettronica. Quindi se NON sono arrivate comunicazioni che implicano qualche imprevisto (segnale indiscutibile, per me, di una buona giornata 😇😂!), mi dedico a quanto era eventualmente rimasto in sospeso dal giorno precedente, onde evitare ritardi”.


Un’attività che ti piace particolarmente?

Silvia: “Le attività che prediligo sono senz’altro quelle inerenti alla progettazione e allo studio dei bandi di gara d’appalto.

E ora ti dirò una cosa che non ti aspetti. Se posso (se sono sola, non ho clienti o colleghi) io lavoro con… la musica di sottofondo!

Ovviamente non è sempre possibile e so che non è prassi diffusa, mi sento privilegiata quando posso farlo. Mi rilassa e mi concentra. Ed è dura privarmene quando invece condivido l’ufficio con altri colleghi 😬”. 


Un’attività da geometra che invece trovi – diciamo – un po’ antipatica?

“A essere onesta non amo molto studiare i testi normativi.
Finché posso mi riferisco a case histories (casistiche già affrontate e similitudini, ad esempio). Oppure mi confronto coi tecnici delle Amministrazioni Pubbliche, che riescono a contestualizzare meglio la norma sul territorio, e possono rassicurarmi se le sto applicando correttamente al progetto che sto seguendo.

In effetti lo studio individuale potrebbe non essere sufficiente per fare un buon lavoro. Puoi capire anche tu quanto sia importante il rispetto delle norme quando si realizza una costruzione edile, ma lo studio individuale, se posso, lo rimando volentieri!”


Silvia, ci racconti un episodio che ricordi come una difficoltà che hai dovuto e saputo superare? Com’è andata?

“Ogni nuovo progetto richiede competenze e conoscenze specifiche. E come anticipavo poco fa, ogni territorio ha un suo regolamento edilizio e norme tecniche di attuazione delle normative nazionali e relative alla conservazione dei beni architettonici. Essendo che tu costruisci in una data zona, ti dovrai necessariamente relazionare con l’ente locale di riferimento. 

Mi è capitato di essere inesperta rispetto a un progetto e ai relativi vincoli. Situazione affrontata con volontà e la voglia di superare i miei limiti.

Ne ricordo una su tutte, qualche anno fa.

Era stato introdotto da poco il Testo Unico per l’Edilizia (che in teorie doveva snellire l’iter burocratico-normativo, ma non è stato proprio proprio così, …). Mi sono trovata con queste nuovissime regole, da sola, a dover bandire e a ruota partecipare a una gara d’appalto (scrivendo io stessa il bando all’origine) al fine di garantite tempi e liceità della convenzione stipulata fra la società per cui lavoravo e la Pubblica Amministrazione di riferimento. Ma la gara la dovevo assolutamente vincere.

È andata bene ma è stato un vero lavoraccio, svolto praticamente da sola…

La conclusione positiva di quel progetto mi ha regalato notevoli soddisfazioni e la riconoscenza del mio capo. Pertanto è stato un piccolo successo personale e professionale di cui serbo volentieri il ricordo 💪”.


Ma secondo te, quali sono i tuoi attributi che ti aiutano a svolgere bene il tuo lavoro?

silvia sartori geometra impiegato tecnico

“Direi che la mia determinazione verso il successo del mio compito, la capacità organizzativa, precisione e attenzione in tutte le fasi di un progetto mi permettono di affrontare ogni mansione con serietà e competenza”.


Sono anche le migliori doti di un geometra?

Silvia: “A seconda del ruolo (che tu sia in ufficio o in cantiere) direi che le doti per essere considerato un buon tecnico sono, fondamentalmente:

la 🔰 capacità organizzativa individuale e di team;
🔰 la capacità di riconoscere e risolvere eventuali criticità che comunemente si manifestano nel nostro lavoro;
e le 🔰 conoscenze tecniche, ovviamente, che vanno costantemente aggiornate con l’evolversi delle tecnologie. 

Secondo me non guasta ed anzi è opportuno sviluppare anche una certa 🔰capacità di adattamento. E poi buona volontà, discreta disponibilità, dinamismo e iniziativa, … 😅“.


Quindi il lavoro del geometra, in 3 aggettivi?

“In estrema sintesi: impegnativo (devi essere sempre molto attento), trasversale (per la quantità di cose che puoi dover seguire), gratificante (per quello che crei)”. 


Tocchiamo un tema di riflessione spinoso😒. Puoi essere sincera. Nel tuo mondo professionale, per la tua esperienza, si può raggiungere le pari opportunità?

“Ahimè qui tocchi un punto delicato, direi anzi dolente, almeno in base alla mia personale esperienza. Sinceramente ho assistito innumerevoli volte a situazioni in cui anche la sola opinione espressa da un tecnico donna non veniva nemmeno ascoltata, considerata “non pertinente”. Eppure se poi veniva riproposta identica da un collega uomo, improvvisamente diventava una “trovata geniale”. È accaduto anche a me…

Al contrario, per fortuna, so anche di alcune mie colleghe, tecnici donne, che hanno potuto valorizzarsi nelle aziende per cui lavorano. Dunque le pari opportunità sono possibili, anzi auspicabili, ma c’è ancora molto da fare in merito.

Il punto di maggior squilibrio sono gli stipendi. Qui non ci siamo proprio. Non ricordo alcunA collega (donna) che percepisca uno stipendio pari a quello di uN collega (uomo) pur ricoprendo le medesime mansioni…! E su questo preferisco non aggiungere altro…”


La tecnologia ha modificato nel tempo il tuo lavoro?

“Assolutamente sì! Anzi ti dirò di più, lo condiziona quotidianamente e costantemente!

Le innovazioni informatiche, dai software gestionali (per computi e contabilità lavori) a quelli di calcolo e disegno 2D e 3D (l’attuale BIM – Building Information Modeling, cui ho già dato cenno) hanno consentito un’evoluzione esponenziale nel mio campo.

Hanno impattato sui modelli di gestione delle commesse, sulla progettazione e anche sulle costruzioni, tanto che un edificio che fino a 6-8 anni fa richiedeva 2 anni, 2 anni e mezzo di tempo per essere progettato e consegnato finito-chiavi in mano al cliente, al giorno d’oggi viene consegnato nell’arco di 1 anno e mezzo circa!

Questa accelerazione non si sarebbe potuta avere SENZA pc e simili, la fibra ottica per il traffico dati internet, e i software dedicati che hanno velocizzato tutte le fasi progettuali, organizzative e produttive”.


E tu, Silvia, come ti rapporti con la nuova tecnologia, col web e coi social network?

“Personalmente sono una sua fan entusiasta! 
Mi piace mantenermi aggiornata sulle innovazioni e cerco di seguirle anche se non è semplice ovviamente, proprio per la rapidità con cui evolvono.

Sono un’internauta sufficientemente preparata – credo 😅 – e in merito ai social network sono presente su diverse piattaforme. Mi piace consultarle e condividere ciò che ritengo utile e meritevole di essere diffuso, ma non ne sono “schiava”: credo sia indispensabile mantenere un certo grado di riservatezza.

Ho anche preso parte a uno specifico corso di approfondimento dal titolo “I social media come strumento di lavoro”. Mi ha molto aiutati a rivalutare tali strumenti anche dal punto di vista professionale. E come accennavo prima, sono riuscita nel tempo a studiare formule “social” di comunicazione efficace per la mia azienda, gestendo i contenuti ed aumentandone notevolmente la visibilità. Ho operato un costante aggiornamento “mirato” delle varie piattaforme social (Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, YouTube, LinkedIn, sito web aziendale).

Quindi ben vengano anche questi strumenti, se migliorano i risultati lavorativi!”


Lavoro, passione e talento? Silvia, ci dai le tue definizioni?

“Per me per raggiungere i migliori risultati – personali e professionali –, si deve cogliere l’opportunità di svolgere un lavoro o un’attività in genere che davvero ci prende nell’anima, ti appassiona, e in cui scopriamo e valorizziamo i nostri innati talenti. Quindi i 3 concetti sono un tutt’uno.

Lavoro: l’affermazione che più mi descrive è “il lavoro nobilita l’uomo”. Un mantra: ogni individuo dovrebbe sentirsi in dovere di svolgere un’attività lavorativa che gli consenta di essere utile alla società, e indipendente.
Ma non diventandone “schiavo”, facendo del lavoro un messo e non il fine ultimo per il benessere personale e comune.

Passione: penso che sia lo sprone che ci consente di superare i nostri limiti e sono convinta che debba essere assecondata, quindi se si ha la fortuna/possibilità di fare delle proprie passioni un lavoro, credo che il successo sia quasi garantito, perché in ogni caso ci si può sentire almeno gratificati personalmente.

Infine il talento… bella parola, ma a volte non facile da contestualizzare, perché fin troppo osannata, soprattutto negli ultimi anni a causa di alcuni stereotipi forniti dalla società. 
Sono certa che ognuno di noi abbia ne abbia, ma pochi lo hanno tanto spiccato da poterci creare intorno una carriera… Penso che ciascuno dovrebbe prendere atto che per individuare il proprio, è necessario fare un’autoanalisi critica, per cercare e riconoscere in sé le peculiarità che potrebbe sfruttare per realizzarsi nella vita.

Devo ammettere che io sono la prima a non attuare questa ricerca, per paura di “non riconoscermi alcun talento”! 😜 Per fortuna sono circondata da persone meravigliose che spesso mi ricordano quali sono alcune mie doti apprezzabili! 😊”


Guardandoti indietro, cosa cambieresti?

“Mmmm … direi l’approccio alla ricompensa economica, argomento un po’ ostico da sviscerare, per cui preferisco non dilungarmi.
Spero solo che il futuro mi riservi maggiori soddisfazioni”.


A chi volesse fare il tuo stesso percorso, che tipo di suggerimenti ti senti di dare?

“Questa domanda è un po’ complicata per me, che mi butto sempre a capofitto nei nuovi progetti dando massima disponibilità…

Ecco, forse questo… ricordare e ribadire a se stessi (ma anche a chi eventualmente ci offre lavoro, quindi un invito che estendo anche agli impresari) che siamo individui, non macchine… Nulla di ciò che facciamo è scontato ed il nostro tempo è prezioso quanto quello di chiunque altro, non si torna indietro.

Ciò è per dire: cerchiamo equilibrio ed organizzazione, e dedichiamo il giusto tempo alle nostre attività! Dimostriamo passione e dedizione nel lavoro ma non scordiamo il contorno personale. Che ci aiuta a lavorare anche meglio.”


Veniamo alla tua seconda vita! Tu sei anche guida subacquea. Tutto un altro mondo e approccio rispetto al lavoro d’ufficio che fai quotidianamente. Cosa ti ha affascinato di questo mondo? E come si è inserito nella tua quotidianità?

silvia sartori geometra impiegato tecnico 3 nella subacquea!

Silvia: “Con questa domanda scoperchi un vero e proprio vaso di Pandora della mia vita! 

Era il 2001 quando per la prima volta ho indossato l’attrezzatura subacquea per fare un’immersione. Fu allora che scoprii un mondo parallelo fatto di acqua e silenzio, vita all’aria aperta e avventura che mi ha letteralmente stregata.

E da allora condiziona positivamente la mia esistenza!!!

Ho iniziato ad immergermi senza nemmeno saper nuotare. A malapena ero in grado di mantenermi a galla in acqua profonda 😬 e ho rischiato per ben due volte di annegare. Ma da quel giorno, in cui ho potuto provare l’emozione di respirare sott’acqua, in assenza di peso, in quel silenzio ovattato che amplifica le proprie sensazioni (il suono del proprio respiro ed il battito del proprio cuore), guardando le creature che leggere e silenziose popolano il mondo sommerso… Da quel giorno ho deciso che non avrei più potuto rinunciare a provare una tale emozione! 

Così ho iniziato un lungo percorso di addestramento che mi ha portata nel giro di 4 anni a diventare una guida subacquea.

L’esperienza ha arricchito anche me, insegnandomi a superare le mie insicurezze e paure, e ad affrontare e risolvere eventuali problematiche che possono manifestarsi prima, durante e dopo un’immersione. Pensa, ho anche rinfrescato nozioni di materie scolastiche quasi dimenticate negli anni e imparato veri e propri nuovi concetti.

Mi sono messa in gioco e ho ottenuto risultati insperati! Ho imparato ad essere un punto di riferimento per altri subacquei e questo mi gratifica immensamente, ad ogni nuovo tuffo!”


Subacquea e ufficio tecnico. Ci trovi qualcosa che le accomuna 😊? Oppure in che modo si completano?

“Tutte le esperienze vissute tramite l’attività subacquea hanno rafforzato il mio carattere e mi hanno trasmesso uno stimolo per il mio lavoro quotidiano in ufficio, dove ho iniziato ad utilizzare alcune abilità acquisite in ambito subacqueo per organizzare il mio lavoro e renderlo meno dispendioso.

Inoltre, l’idea di viaggiare per visitare i mari del mondo ha contribuito ad accrescere in me il desiderio di impegnarmi maggiormente nel mio lavoro al fine di riuscire a mettere da parte le risorse necessarie da investire nell’attività subacquea!”


Ma l’attività subacquea potrebbe diventare un… lavoro?

“Perché no? Riuscire a lavorare in ambito subacqueo attraverso la gestione di un diving center rimane per ora un grande sogno per me, ma non escludo assolutamente di riuscire quanto prima a realizzarlo!”


Silvia, un pensiero in conclusione di questa nostra conoscenza. C’è qualcosa che vorresti puntualizzare? Qualcosa che ti ispira?

“Cosa posso dire di me a conclusione di questa piacevole intervista?
Sono una persona affidabile e determinata, precisa e critica, pertanto affronto ogni sfida o compito che mi viene affidato, come se fosse una missione; presupposto fondamentale per potersi almeno avvicinare, secondo me, ad una positiva conclusione di qualsiasi attività, ma a maggior ragione se è un impiego tecnico!

Vorrei poter ampliare le mie esperienze in campo edile.

Vorrebbe dire avere la possibilità di dar fondo alle mie conoscenze ricoprendo ruoli nuovi. Oppure sviluppando maggiormente alcuni dei ruoli già ricoperti in passato (per esempio le procedure di gare d’appalto). Auspico che potrò affrontare nuove esperienze, sale del lavoro!

Il mio entusiasmo mi dà certezza che potrò raggiungere una maggiore soddisfazione personale ma anche economica, che mi consenta di sentirmi sufficientemente libera e indipendente, valori irrinunciabili per me. 

Avrai notato che lavoro da subito dopo il diploma. A volte ho svolto anche più di un lavoro insieme, non sono di certo una che sta ad aspettare, né teme la fatica.

Certamente vorrei poter ampliare anche la mia professionalità subacquea e dedicarmi anche ad altri progetti che interessano il mondo degli sport acquatici in generale, per cui ho avuto recentemente alcune interessanti proposte. 

Ma magari di questo ti parlerò in un’altra occasione, scaramanticamente non diciamo nulla…”


Grazie a Silvia per essersi raccontata a noi. Ci lasci degli spunti di riflessione interessanti sull’approccio al tuo lavoro. Ti seguiamo… per i tuoi prossimi (ora indicibili 😃) obiettivi!

Se vuoi seguire Silvia Sartori la trovi su Linkedin e su Facebook, per curiosità sulla vita da #geometra o su quella da #sub, o per scambi di idee…

Summary
Photo ofSilvia Sartori
Name
Silvia Sartori
Website
Job Title
Geometra Impiegato Tecnico edile
Link sponsorizzato
Link sponsorizzato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *