L’Intervista: il Consulente HACCP

Nuovo appuntamento con Intervista con il Professionista – Storie di Talento

L’ospite di oggi ci parlerà di “sicurezza alimentare”.  Sì, a Storie di Talento infatti, oggi c’è Dario Alitto, professionista #consulente HACCP, ovvero nel settore igiene, prevenzione e sicurezza degli alimenti.
Con lui affronteremo l’importanza delle “regole” che garantiscono una produzione alimentare attenta alla nostra salute. Lo faremo con il suo punto di vista, ovvero quello di chi “fa supervisione” e aiuta le aziende a seguire queste importanti regole.


A’mmia mi piaci sent’ri u scrusciu ru mari…

Andrea Camilleri

 

HACCP

Dario Alitto è di… beh, è cittadino del mondo!!!
Cioè, ha ovviamente un luogo di nascita, delle radici, ma mi credereste se vi dicessi che la sua storia abbraccia almeno 4 Regioni d’Italia (+ una honoris causa), unendo Nord, Centro e Sud??? 😂 Sì, perché Dario è nato in Calabria ma ha parenti perfino in Veneto. Ha vissuto gran parte della sua giovinezza in Sicilia, terra alla quale è particolarmente legato, ma ora è stabile in Umbria. E infine ha una forte passione e una frequentazione con la Toscana…

Dario è perito chimico diplomato, e in questa professione è riuscito ad esercitare “quasi” dall’inizio del suo percorso professionale, abbracciando diverse competenze. Dall’attività di analisi di laboratorio (come quando viveva a Palermo, subito dopo il diploma). Alle azioni “sul campo”, come il controllo sugli impianti di depurazione, e i rilevamenti e trattamenti professionali di disinfestazione. Fino ad arrivare all’attuale impiego, come #consulente HACCP in igiene e prevenzione nel settore alimentare, che Dario ci spiegherà tra poco.

Dario lavora come consulente libero professionista, il che gli consente di gestire la sua giornata in grande autonomia, cosa che per lui ha un grande valore, avendo molti interessi. Sì, perché oltre al lavoro Dario si occupa anche di: #radio e #auto (in maniera collegata, ma anche NO!), PR ed #eventi! 😮
Gli abbiamo rubato un po’ del suo tempo e gli abbiamo chiesto di raccontarsi. Di raccontare il suo lavoro nella consulenza – tecnico e molto normato –, ma anche gli “altri mondi” che lui tocca per passione! Che per lui sono il sale, il motore della vita.
E gli abbiamo ovviamente chiesto di dirci la sua sul Talento!  ‏
Ci ha risposto così.

haccp
Dario Alitto a Sanremo

Dario, per cominciare, come vuoi che ti definisca? Chi è il Dario “professionista” e “consulente” di oggi?

Dario: Difficile dirlo. Faccio (e ho fatto) tante cose e per me tutte hanno grande valore. Certo, ho un lavoro prevalente: sono consulente HACCP, e mi occupo di sicurezza e igiene alimentare. Ma nel mentre sono anche uno speaker radiofonico e un organizzatore di eventi. Ah, e un ufficiale di gare automobilistiche categorie rally. Ecco, sono un consulente multipotenziale, possiamo sintetizzarla così?


Iniziamo dall’HACCP. In cosa consiste la tua attività?

Dario: HACCP è un acronimo per “Hazard Analysis and Critical Control Points”. È l’insieme delle regole e delle azioni che individuano/analizzano i rischi, e supervisionano/correggono gli aspetti critici relativi a igiene e salubrità di quello che mangiamo. Il metodo prevede un’indagine in tutte le fasi della lavorazione degli alimenti, e con l’obiettivo di “prevenire piuttosto che curare”.
Come consulente HACCP, io ho il compito di supportare le aziende mie clienti nell’ADEGUARSI alle norme che garantiscono la sicurezza alimentare.

La mia consulenza è personalizzata a seconda dell’attività delle aziende. Perché a ogni tipo di lavorazione (trasformazione, oppure manipolazione, oppure somministrazione, oppure… ) corrispondono adempimenti diversi. Il quadro normativo a cui facciamo riferimento (le aziende per obbligo, e io in loro aiuto) comprende:

  • il Decreto legislativo 155/1997 che ha introdotto all’origine l’HACCP come sistema organizzato di controllo;
  • Poi confluita nel più recente Pacchetto Igiene (che recepisce un Regolamento Comunitario Europeo del 2004) che estende l’attenzione dei settori pertinenti (ad es. anche alle aziende agricole), e il controllo (che viene effettuato dalle ASL).
In tutto questo, io cosa faccio? il metodo

Prima di tutto devo capire a quale caso devo riferirmi, rispetto alla norma, e quindi studio la situazione di partenza per tutti i clienti. Poi vado nelle loro sedi per fare in loco dei rilievi. Per esempio se c’è un corretto uso e manutenzione delle attrezzature di produzione, o se l’azienda prevede corrette procedure per manipolare o conservare il prodotto. Se emergono delle criticità, le evidenzio e ovviamente informo i clienti sulla situazione e sugli adempimenti a loro carico.

Da lì pianifico con loro e curo personalmente: a) il “piano correttivo d’intervento“; b) la formazione del personale che è a diretto contatto con gli alimenti o che li deve supervisionare; c) l’attività amministrativa – stilo relazioni, certificati e tutti i documenti cartacei richiesta dalla norma. Se serve, faccio effettuare anche degli esami di laboratorio (in collaborazione con alcuni laboratori di mia fiducia), e posso occuparmi personalmente del campionamento di quello che dev’essere analizzato (prendere tamponi, provette, …). A volte mi è capitato anche di presenziare all’ispezione da parte dell’autorità preposta ai controlli, l’ASL. Sì, perché il mio compito è portare a regolarità l’azienda, dandole le indicazioni di comportamento e fornendo le certificazioni del caso. Ma poi l’azienda può essere chiamata a dimostrare appunto se, nel tempo, ha messo proseguito ad attuare quanto la norma prevede.


E si prevedono evoluzioni future rispetto al tuo lavoro?

Direi di sì, all’insegna della specializzazione e della rigorosità della norma.
Parlando di sicurezza alimentare, ci stiamo abituando a regole sempre più stringenti, che aggiungono elementi da monitorare e accorciano i tempi di correzione e verifica da parte di chi deve controllare (si tratta in genere le ASL territoriali).

Diciamo che la materia della sicurezza alimentare è delicata e complessa, il che “complica la vita” all’impresa di settore. Che di lavoro fa altro piuttosto che compilare piani di sicurezza o registri sanitari, … E se nel 1997 l’HACCP era disciplinata da una sola legge, oggi ce ne sono ben tre (più le collegate, come la tracciabilità o l’indicazione degli allergeni).

Quindi per come la vedo io, per chi fa il mio lavoro si andrà verso un aumento delle competenze specifiche e delle abilità consulenziali, data la crescente pressione del legislatore. Ovviamente, più competenze vuol dire più argomenti su cui lavorare. Quindi bisogna darsi da fare!


Se dovessi spiegarlo a chi non conosce per nulla il tuo mondo, quali caratteristiche gli diresti che sono DISTINTIVE del tuo lavoro?

Dario: Direi… 1) la precisione e l’attenzione a norme e procedure; 2) l’autonomia; 3) le relazioni di qualità, che sono alla base sia dell’aspetto “commerciale” (visto che lavoro da solo, devo anche procacciarmi i clienti…), sia della consulenza tecnica (perché ti venga davvero riconosciuta voce in capitolo).
Tieni conto che le conseguenze del mancato rispetto di queste norme sono molto gravi e onerose per le aziende, eppure è sempre molto difficile organizzare con loro quello che si “deve fare”, perché “il titolare oggi non c’è” o “è impegnato”, anche ad appuntamento preso. Quindi i clienti vanno orientati, organizzati e anche rassicurati.


Dario, raccontaci perché hai scelto proprio questo percorso professionale e come ci sei arrivato. E nel tempo come è cambiato?

Dario: Mi sono avvicinato alla materia dell’HACCP già nel 1997, quando uscì la norma, mentre lavoravo per la Ciadit, una grande azienda torinese, che si dimostrò precorritrice dello sviluppo dei servizi collegati. Un ingegnere illuminato mi aiutò a formarmi, ma all’epoca non potevo lavorare “da solo” sui piani di sicurezza né sulla formazione del personale, perché allora si richiedeva che i formatori fossero laureati (cosa che io non sono). Per via di questa limitazione, potevo solo partecipare ai progetti di altri. E ho dovuto iniziare a svolgere anche altre attività, come i controlli dei depuratori e le disinfestazioni.

Erano i primi anni 2000 e aprivo la partita iva, iniziando come libero professionista.
A un certo punto un socio inaffidabile mi ha creato non pochi problemi (capita anche questo, purtroppo, nel mondo delle partite iva…). Ma fortunatamente ho avuto anche collaborazioni positive, che mi hanno avviato alla carriera di “formatore” – insegnandomi come farlo. E non appena l’obbligo di laurea è decaduto, a fronte di un’esperienza pluriennale sul campo, ho deciso di dedicarmi completamente all’HACCP. Oggi sono formatore accreditato per le Regioni Umbria e Marche.

Questo mondo, come potrai intuire, è cambiato con le norme.
Oggi il cliente ha più incombenze (anche un cuoco potrebbe avere responsabilità amministrative, come ad esempio compilare le schede del piano di autocontrollo). E io ho più da studiare. Ovviamente direi che ne beneficia la mia specializzazione.    


Dario, come si svolge la tua Giornata tipo?

Dario: La giornata tipo nel mio caso non esiste. Non ho un’agenda standard e mi divido tra attività d’ufficio, la pianificazione di un viaggio e la promozione. Anzi potrei dover combinare nella stessa giornata la redazione di una relazione, e un sopralluogo con rilievi e campionamento per il laboratorio, e un corso di formazione. In 3 posti diversi. Tutto ciò mi piace molto, non mi annoio di certo.


Vediamo se mi va meglio con la prossima domanda 😅 . Quali sono i segnali di una buona giornata?

Dario: Non ti va molto meglio 😉. Dato che le giornate NON sono lineari, per me è difficile parlare di una buona o una brutta giornata in senso assoluto. È meglio parlare di periodi di alti e bassi: il mio settore risente di stagionalità o eventi come un cambio gestione o una nuova assunzione, che influisce sulla quantità di incarichi. Ammetto però di essere un po’ umorale, quindi può capitare la giornata brutta (o bella!) a prescindere. E quando un cliente paga, è certamente una buona giornata! (ride 😊)


Tra le azioni che il tuo lavoro richiede, ce n’è una che ti piace particolarmente? E una che invece ti pesa fare?

Dario: Guarda, mi piace molto l’attività formativa. Perché mi mette in relazione con le persone (cosa che adoro). Ma anche quella commerciale, per lo stesso motivo. Il cliente nuovo mi incuriosisce molto. Da buon sagittario amo viaggiare, muovermi e stare all’aperto. E in genere lascio una scia di consensi (inviti a pranzo, e così via 😊).
Viene da sé che NON sono un tipo da ufficio. E mi piace poco la parte di amministrazione al pc. Perché il computer fa sempre quello che vuole 😂!!! Scherzi a parte, non c’è qualcosa che davvero non mi piaccia.  


Hai toccato più volte le RELAZIONI. Quanto e come le curi?

Dario: Eh sì. L’avrai capito, le relazioni umane sono un tassello fondamentale del mio lavoro, e un mio punto forte. In verità credo che dovrebbero essere alla base di ogni rapporto lavorativo e commerciale SANO. E sempre inclusive e positive.

Dato che lavorando da solo “sono artefice del mio destino”, un momento strategico delle mie attività è procacciare clienti. Ebbene, per promuovermi uso molto il passaparola, le referenze (percui cerco sempre di lasciare una scia positiva sui clienti serviti) e le segnalazioni in collaborazione con altri professionisti che magari fanno servizi diversi ma in qualche modo compatibili col mio.

E poi, mi propongo sempre a tutti, ma senza aggressività, chiedendo di estendere il mio bigliettino da visita ad amici o colleghi, se loro in primis non sono direttamente interessati. Così facendo, mi è capitato più di qualche volta di essere richiamato da persone che non conoscevo, della serie “mi ha dato il tuo numero Tizio della ditta… (mio cliente)”!
Una volta ero a Cecina per una pratica da un cliente. A pranzo dovevo pur mangiare qualcosa, no?? Mi sono fermato in un ristorante dove ho conosciuto il titolare. Alla fine, tra una spaghettata e una chiacchiera, lui se n’esce con “eh sh’è il mi’ ‘hognato, il mi’ fratello, il mi’ ami’ho”. E così a Cecina ho fatto 6 clienti, tutti in una volta. Al costo di un primo piatto (ride 😊).

Una curiosità: Dario parla tutti i dialetti d’Italia! Non so come faccia, ma sono proprio precisi! E diciamo che sulla gorgia della C toscana si è proprio specializzato! Gliel’ho anche chiesto, e mi ha risposto che anche solo dopo un primo ascolto gli viene spontaneo. “Sarà un mio talento!”, ha detto…


Dario, dal tuo racconto sembra tutto molto lineare. Ma il tuo lavoro presenterà delle criticità! Quali sono e quali doti bisogna avere secondo te, per superarle?

Dario: Sì, certo. Per la mia esperienza di criticità ce ne sono 3 in particolare.

  • il cliente che “deve” fare il piano HACCP vive male l’obbligo, con ansia le conseguenze, e non ha un guadagno diretto dal mio servizio. Questo complica la mia agenda, perché “non venga di giovedì…” o “beh, me c’artornerai!” (“mi ci ritornerai” per chi non fosse umbro 😂😂😂) fanno spesso slittare gli appuntamenti.
  • I controlli: l’autorità preposta non da sempre indicazioni univoche. Purtroppo la legge da ancora spazio a interpretazioni e discrezionalità. Tant’è che a volte mi è capitato che lo stesso piano, respinto da un impiegato dell’ASL, mi fosse autorizzato poco dopo dal suo collega. Il che è poco male. Ma mi è accaduto anche l’inverso…
  • un problema che forse hanno altri consulenti e liberi professionisti che lavorano con la piccola impresa: il recupero crediti.

Per questo, ritengo che 3 doti necessarie a svolgere bene questo lavoro debbano essere: a) la flessibilità e il saperti adeguare alle esigenze (anche impreviste) del cliente; b) dato che l’argomento per il cliente è critico, bisogna essere disponibili a risolvere gli eventuali problemi, preparati sulla materia (e sempre aggiornati; ad esempio bisogna conoscere anche le particolarità delle norme regionali) e rassicuranti, ispirando fiducia; c) proporsi a una tariffa di consulenza “onesta”.
Quest’ultimo punto per me è molto importante. So che alcuni miei “concorrenti” fanno proposte commerciali molto spinte, a mio parere anche esagerate per la dimensione di certi clienti. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di quantificare l’effettivo impegno che mi è richiesto, ed evito di ricaricare in maniera esagerata. Siamo pur sempre nel settore dei servizi.


Dario, la tecnologia prodotto effetti sul tuo lavoro? A maggior ragione che hai visto certamente molti cambiamenti in tanti anni di esperienza!

Dario: Diciamo che dipende. Nelle aziende di produzione alimentare i macchinari che hanno automatizzato la filiera hanno certamente modificato i processi produttivi, e di conseguenza i piani HACCP che io devo fare per loro. Passando da un frigorifero a un abbattitore, per esempio, le differenze sui piani di autocontrollo ci sono eccome.
Ma in cucina, per fare un altro esempio, la tradizione predomina e molte esecuzioni sono ancora manuali. I pc non fanno ancora la carbonara 😂. Lì l’innovazione non sta tanto nell’uso di tecnologie, quanto proprio nella profondità con cui si va a tracciare gli alimenti.

Poi è chiaro che, come in molti altri lavori, l’uso del pc ha agevolato le comunicazioni e le attività amministrative. E i social media, per me, sono uno strumento di comunicazione e di marketing molto potente (per scovare clienti).


Bene, mi hai anticipato: e qual è il TUO rapporto con le nuove tecnologie, con digital, web e coi social network?

Dario: Diciamo che a livello personale non sono morbosamente attaccato a web e pc (soprattutto quando fa quello che vuole lui, 😂). Li uso per lavoro e per cose più frivole, ma senza esagerare. Non è che fotografo da tutte le angolazioni, e posto, la frittata che sto per mangiare.

La #Cucina? Andiamo sul profilo Facebook di Dario e… di foto culinarie ne troviamo molte! 😏 Glielo chiediamo e ci dice che cucinare gli piace molto. Spesso prova ricette nuove o tradizionali. Ci racconta che qualche anno fa ha seguito anche un corso di “cucina medievale”. E di recente ha organizzato degli eventi enogastronomici a tema. Insomma, un’altra delle sue tante vite!


Lavoro: passione e talento. Dario ci dai le tue definizioni?

Dario: Passione per me è fare una cosa per il piacere di farla, senza sentirne il peso.
Il talento è la fortuna di saper fare una cosa meglio degli altri, e saperla rendere vera. È una dote naturale (tipo quando imito i dialetti d’Italia, senza averli mai realmente studiati, ma solo ad orecchio). E vale 60. Varrà 100 quando sarà anche affinata con consapevolezza nel tempo.


Dario, se guardi indietro, c’è qualcosa che cambieresti del tuo lavoro o nelle scelte effettuate?

Dario: Una scelta sbagliata ci può stare. Capirai, sono nel mondo del lavoro da 30 anni. Probabilmente tornando indietro sarei più selettivo su alcune collaborazioni. Come sai credo nelle relazioni, quindi chiedo fiducia e do fiducia. Mi è capitato di averla mal riposta.


Dario, e a chi volesse si avvicinarsi alla consulenza sull’HACCP, cosa ti senti di dire o consigliare?

Dario: Beh, io negli anni mi sono appassionato a temi e lavori che mai avrei pensato, e la soddisfazione che ho tratto è quella di essere sempre riuscito a risolvere i problemi che mi si presentavano. Questo settore presenta problemi: l’argomento è spinoso e complesso. Bisogna rendersene conto.

Però c’è spazio, perché è anche un settore ampio. Per chi ama fare consulenze di spessore è una buona scelta. Sta poi al professionista differenziarsi con onestà, qualità e tecnica. Questo lavoro prevede molto studio e continui aggiornamenti; oltre che di acquisire delle credenziali: se non sei troppo avvezzo alla “formazione continua”, meglio evitare!

E poi, non sei un dipendente, ma un consulente che lavora da solo, e vende se stesso e la sua disponibilità: attenzione dunque agli obiettivi, alla fidelizzazione del cliente e all’eventuale scelta di collaborare con altri professionisti.


E per conoscerti un po’ di più… Sono curiosa di sentire anche delle tue altre attività e interessi extra lavorativi!  

della #cucina ci hai già detto. E poi? Raccontaci un po’ di te fuori dal contesto di lavoro.

Dario: Come accennavo prima, ho una grande passione per le #auto, fin da quando ho memoria. E un po’ per caso sono diventato ufficiale di gara in rally e manifestazioni di auto storiche. E per un periodo ho anche posseduto una macchina da corsa da pista.
A volte nei fine settimana faccio il commissario di gara e se c’è qualche manifestazione all’Autodromo di Magione, vado a vedere volentieri.

E poi amo la musica.
Da qualche anno collaboro con una web #radio locale, Radio GreenStage, a Foligno (PG). Faccio lo #speaker radiofonico 😊.

La prima volta in radio, per la verità, risale a secoli fa. Vivevo ancora a Palermo, all’epoca della scuola e subito dopo, e con un amico facevo delle piccole cose (imitazioni, scherzi telefonici, … ). Non mi manca la verve, no? 😊

L’esperienza di oggi è pur sempre dilettevole, ma più seria, però.
Curo un mio programma settimanale che si chiama #Controsterzo: neanche a dirlo, il filo conduttore sono le 3 e 4 ruote, e si parla di motori, ma anche di viaggi e bei posti da visitare. E organizzo eventi radiofonici.
La radio è locale e giovane, ma sta crescendo, e la cosa si sta facendo interessante.
Da 2 anni abbiamo uno spazio nostro a Sanremo e rappresentiamo l’unica radio web ufficiale della manifestazione. Qualche settimana fa, quindi, ero a Sanremo per fare le dirette dall’Ariston.

Dario Alitto alla conduzione di Controsterzo su Radio GreenStage – Qui con DJ Andrew, una “giovanissima” promessa!

Nel mio programma, Controsterzo, sono molto libero nelle scelte musicali, e seleziono le canzoni a mio gusto. Cerco però di essere originale e non ripetitivo. E mi piace prepararmi un filo conduttore. A volte faccio delle puntate a tema (il tema del colore BLU; la festa della donna; la #cucina, appunto!…) oppure con interviste. Ad esempio ho intervistato il gruppo musicale Jack&The Starlighters e il DJ Mirko (Mirco Alimenti) entrambi soggetti emergenti in ambito musicale nazionale.

Jack&The Starlighters ospiti di Dario Alitto su Radio GreenStage
Dario Alitto ha intrevistato i Jack&The Starlighters
DJ Mirko ospite di Dario Alitto su Radio GreenStage
Dario Alitto ha intervistato Dj Mirko

In anteprima posso dirti che a breve dovrò intervistare un artista di caratura nazionale che tornerà a calcare i palcoscenici dopo 4/5 anni di inattività.
E ha scelto la nostra radio per ricominciare. Sono in trepida attesa…
Ma non posso dirti di più!

E quando metto insieme #auto e #musica e #cucina? Beh, puoi immaginare…

Sai che tanti dei miei clienti, o dei ragazzi a cui faccio i corsi sull’HACCP mi ascoltano in radio?! Come vedi le relazioni non finiscono mai!


Wow, Dario. Siamo giunti al termine, Vuoi lasciarci con un pensiero o un progetto che ti sta frullando in testa?

Dario: Certo! Ho ancora delle aspirazioni verso cui tendere.

Desidero certamente affermarmi e allargare la base dei miei clienti, ho margine di crescita. Ovviamente grazie a una sempre maggiore professionalità e preparazione, e specializzazione in materia.

Valori e punti di forza che mi caratterizzano sono l’onestà e la correttezza.
In passato mi è capitato di commettere degli errori, ma ho sempre rimediato e posso sottoscrivere che non c’è mai stata malafede. Soprattutto col cliente non forzo mai la mano alla firma di un contratto, se non ci sono i presupposti di regolarità. È accaduto che qualche cliente mi abbia chiesto di “chiudere un occhio” sulle procedure, ma per principio vitale biasimo chi vuole imboccare delle scorciatoie e temo le conseguenze di una pecionata irregolare. E quindi ho preferito perdere il cliente…

Un progetto futuro interessante che ho, riguarda l’#Università, che è una mia incompiuta e a cui nel tempo ho ripensato più volte.
Ora ho individuato un corso interessante e allineato alla mia preparazione chimica: è sulla diagnostica per la conservazione e il restauro. Ha a che fare con le scienze dei materiali, potrebbe ampliare l’ambito delle consulenze che in futuro potrei offrire. Ho tempo fino a settembre per decidere!

Ci tengo molto allo studio e all’informazione, sono cose molto importanti per me. Non per il titolo ma per l’arricchimento che ne trarrei. Purtroppo stiamo assistendo a un imbruttimento sociale generalizzato. Perché…

… Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza…

… E mi butta lì, nel discorso, come se niente fosse, l’Inferno di Dante!!!
Chapeau Dario!


Grazie a Dario per averci regalato un po’ di sé. In bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni. Il più prossimo è la tua diretta web-radio su Ragio GreenStage. Ogni giovedì dalle 18:00.


Se vuoi seguire Dario Alitto per consulenze su #HACCP oppure per uno scambio di idee su ogni altro argomento possibile e immaginabile – fosse anche solo per sentire come parla il tuo dialetto😁 -, lo trovi su Linkedin , su Facebook e su Radio GreenStage.


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Summary
Photo ofDario Alitto
Name
Dario Alitto
Website
Job Title
Consulente HACCP e sicurezza alimentare
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