Dimmi che Laurea hai e ti dirò dove andrai…

Dimmi che Laurea hai e ti dirò dove andrai…

AlmaLaurea sulla condizione dei Laureati

– Notizia di questa estate 2018, da condividere –

Siamo agli sgoccioli del 2018 ed è abitudine tirare le somme sull’anno che si chiude. Tra poche settimane, infatti, con la primavera, molti giovani e giovanissimi saranno chiamati a fare delle scelte importanti per il proprio futuro.

AlmaLaurea, il più noto consorzio interuniversitario italiano (in rappresentanza di 75 atenei e di oltre il 90% dei laureati della penisola), come ogni anno anche in questo 2018 ha aggiornato le statistiche relative alla spendibilità lavorativa dei diversi corsi di laurea. Nel mese di Giugno ha res noto l’ultimo Rapporto sulla Condizione Occupazionale dei Laureati (il XX°, dati 2017 su 2018). Lo studio descrive l’occupabilità dei diversi percorsi di studi universitari a 1, 3 e a 5 anni dal conseguimento della laurea.

In breve ecco cosa emerge dalla fotografia di oggi sulla popolazione neo-laureata.

Digital, IT e TLC, robotica, sicurezza informatica e cyber-skills sono in espansione tra le Aziende. Ciò ha impattato anche sui percorsi di studio. Infatti sulla base delle sollecitazioni del “nuovo” mercato, gli atenei hanno diversificato l’offerta. Ora propongono piani di studi specialistici incentrati su queste materie, alcune addirittura impensabili solo qualche anno fa.

Di conseguenza si sta allargando la forbice tra una sempre maggior spendibilità delle materie scientifiche (a risvolto IT), rispetto a una diminuita spendibilità di quelle umanistiche (rimaste legate a un impiego più tradizionale). Non è una sorpresa, dato che la tendenza era già quella (lo si legge nei rapporti di AlmaLaurea degli anni scorsi). Ma va rafforzandosi la disparità, non solo nella % di laureati che trovano lavoro più velocemente, ma anche sul loro stipendio medio.

Esempi lampanti dello scenario censito da AlmaLaurea:

  • A 3 anni dalla laurea, il 100% dei laureati in materie informatiche hanno lavoro, e una retribuzione molto più alta della media (superiore anche di 300-400 € netti al mese). Di poco sotto le varie sotto-classi di Ingegneria, e brillano in particolare i percorsi legati a elettronica e meccanica, e medicina.
  • Al contrario a 3 anni dal titolo, chi studia lettere, filosofia o giurisprudenza fa più fatica a trovare collocazione stabile e soddisfacente (tra il 60% e l’80%, e con una retribuzione d’ingresso piuttosto inferiore alla media).
  • Nel mezzo “si difendono” gli studi in materia economico-aziendale (a 3 anni è circa l’87%) e della comunicazione (sopra l’80%). Anche qui direi che l’impatto delle nuove tecnologie sui sistemi di comunicazione è determinante, avendo favorito la diffusione di inter-professioni del tutto nuove (come il Web Editor, Web/Social Marketer, Web Writer, SEO Specialist, Digital Communicator, … ).

Lo studio AlmaLaurea certamente non esaurisce tutte le casistiche e vanno considerate anche alcune distorsioni, seppur minime.

Ad es. c’è una dispersione parziale di dati sulla base di un’adesione a questionari on-line o interviste telefoniche: 1) censito circa il 90% dei laureati, un 10% non ha risposto; 2) alcuni corsi di laurea sono meno rappresentati di altri, dunque il campione rappresentativo è più ristretto e impreciso; 3) non c’è modo di rilevare un fenomeno comunque significativo ai fini del dato (perché lo abbassa di sicuro) quale il praticantato obbligatorio abilitante previsto per alcune figure professionali (ad es. proprio nelle aree economico-legali).

Per non parlare del fatto che siamo ancora al di sotto dei dati pre-crisi (pre-2007) e che ci sono ancora molte differenze su base territoriale o di genere.

Molto interessante è leggere il rapporto di Alma Laurea anche in funzione della mappa dei profili, della mobilità territoriale e del contesto familiare degli studenti.

Conclusioni

In sintesi, il Rapporto AlmaLaurea (qui in pdf) risulta comunque piuttosto indicativo del fatto che bisognerebbe fare di più dal punto di vista dell’orientamento scolastico, in funzione dell’orientamento al lavoro.

È evidente che c’è una relazione tra occupabilità e tipologia di studi, e pur rispettando tutte le materie e i corsi di laurea (personalmente sostengo e ammiro il Candidato “studioso” a prescindere dal percorso!), questa relazione non la si può negare nè ignorare. Insomma, è sacrosanto scegliere la strada che più risponde al nostro modo di essere, alle nostre abilità e interessi, rispettando l’impegno e la dedizione di ognuno. Ma è altrettanto giusto farlo con la consapevolezza di cosa il mercato del lavoro oggi richieda “con priorità”.

   

Non solo laureati

Unioncamere e ANPAL e il Sistema Informativo Excelsior

Con cadenza mensile Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, realizza l’indagine Excelsior. Si tratta di una fotografia mensile previsionale dei programmi occupazionali delle imprese rilevati dalla rete delle Camere di Commercio, e col supporto tecnico di  InfoCamere, la società di informatica del sistema camerale . Il focus è sulla previsione di assunzione, diversificata sulla base dei settori/profili/titoli di studio (diversificando lauree e diplomi)/tendenze/difficoltà di reperimento del profilo.

Sì, difficoltà di reperimento

Si nota infatti nel report, che nel 30% delle posizioni lavorative aperte oggi (media Italia, ma in zone diverse e in alcuni profili la percentuale è anche più significativa) le Aziende dichiarano di faticare a trovare il candidato giusto. Ad oggi si rilevano 140000 posti vacanti nell’ambito IT, e tra le professioni in cui è più faticoso individuare risorse preparate, si osservano appunto l’IT, l’elettronica e l’ingegneria,profili produttivi specializzati (metalmeccanici, elettromeccanici, metallurgici, tessili e della calzatura), ma anche il settore alloggi e ristorazione, le vendite e il marketing, i servizi di informazione e comunicazione e i servizi alle imprese.

E le maggiori difficoltà sono connesse principalmente all’inadeguatezza dei candidati nelle competenze digitali, alla scarsa capacità di proporre soluzioni
creative e innovative e alle scarse doti di leadership.

L’indagine è piuttosto affidabile perché, essendo inserita nel Programma Statistico Nazionale, prevede obbligo di risposta da parte delle imprese coinvolte.

La proiezione Excelsior di Dicembre, ad esempio, raccoglie le informazioni acquisite nel periodo 22 ottobre – 6 novembre 2018 sul campione rappresentativo di 165.000 imprese. La raccolta avviene attraverso un’intervista CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), e somministrando un questionario incentrato sui profili professionali e i livelli di istruzione richiesti.

Una soluzione intermedia e vincente?

Secondo me, dobbiamo individuare un progetto professionale coraggioso che riesca a riunire in parte i nostri interessi (e ciò che ci riesce bene!) e in parte le tendenze del momento. Ci vogliamo provare?

digital job

Aggiornato il 14 Dicembre 2018 alle ore 17.30

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AlmaLaurea ogni anno ci aggiorna sulle tendenze dell'occupabilità dei neolaureati in Italia. Anche per il 2018 il favore è per materie scientifiche; sempre più IT, digital e cyber-skilles. E tu in che direzione stai andando?
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